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Gattuso: «Rispetto il Ludogorets, al Milan sto vivendo un sogno»

Gattuso: «Rispetto il Ludogorets, al Milan sto vivendo un sogno»
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Il tecnico rossonero ha parlato in conferenza stampa e ha sottolineato che in Europa i bulgari hanno più esperienza dei suoi uomini. Poi sul suo futuro: «I complimenti non mi piacciono come non mi piacevano da giocatore»

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dal nostro inviato Andrea Ramazzotti

mercoledì 14 febbraio 2018 19:24

GAZGRAD - Rino Gattuso ha messo in guardia il Milan in vista della gara di domani contro il Ludogorets.

Gattuso, quali saranno le maggiori difficoltà domani per il Milan?
C’è grande rispetto per il Ludogorets perché in Europa negli ultimi 6 anni è stato più del Milan. Noi abbiamo meno esperienza di loro e quando ho studiato  la loro squadra ho capitato che hanno giocatori molto veloci. Se diamo campo a Cicinho, Marcelinho e Lukoki ti possono far male. Noi non li sottovalutiamo perché da due settimane sapremo di incontrare una formazione che ci può mettere in grande difficoltà. Mostreremo rispetto e non sottovaluteremo il match. Le differenze tra Europa e Italia ci sono: lo capisci giocando partita dopo partita.

Ha chiesto a Biglia, che ha sfidato il Ludogorets con la Lazio, che squadra vi troverete di fronte?
Non abbiamo bisogno che un nostro giocatore ci dica come gioca il Ludogorets. Lui ci può dire qualcosa sull’ambiente, ma il Ludogorets lo abbiamo studiato con i nostri professionisti. Ci possono mettere in grande difficoltà, specialmente se giocheranno con un centrocampista in più. Mi fa paura il loro attacco perché ha elementi veloci. Qui hanno faticato la Lazio, il Real Madrid e il Liverpool perché questa è una squadra che prende i giocatori e non li sbaglia. Ha elementi che hanno grande velocità, una caratteristica fondamentale nel calcio moderno.

Perché ha fatto allenare la squadra a Milanello?
Perché dopo 5 ore di viaggio è assurdo mettere in campo i ragazzi e farli allenare. La schiena tra pullman e aereo ne risente. In più la temperatura a Milanello stamani è uguale a quella che c’è qui.

Farà poco turn over?
Vediamo domani. Ho rispetto nei confronti di chi sta giocando poco, ma voglio dare continuità per chi sta facendo cose positive. Arriverà anche il momento degli altri. Sto cambiando poco perché stiamo facendo bene e chi gioca sta recuperando in fretta.

Quando è importante per il Milan l’Europa League? Vincendo questa coppa può conquistare la qualificazione alla Champions…
In Europa non si fanno calcoli. Ai sedicesimi ci sono squadre forti e noi dobbiamo dare il massimo per arrivare gli ottavi. Il Milan negli ultimi 30 anni ha vinto tanto e la nostra maglia pesa, è storica e va rispettata. Pensiamo partita per partita, a tutte le competizioni, senza fare calcoli. Ho giocato nel Milan e qui non si sceglie: si giocano tutte le partite e alla fine si vede dove si è arrivati.

Sarri ha detto che giocare in Europa League il giovedì alle 21,05 è una follia…
Per me è un grande privilegio giocare in Europa e non faccio polemiche. Per me è un privilegio giocare in Europa anche se c’è meno tempo di recuperare. Fa parte del calcio. Ci metterei la firma a fare questo lavoro e a giocare sempre ogni tre giorni: vorrebbe dire che le cose vanno bene.

Pensa di aver fatto cambiato idea con i risultati ottenuti a chi la considerava un traghettatore?
I complimenti li sto soffrendo e li soffrivo anche da giocatore. Io voglio fare il mio lavoro. Non faccio retorica o non voglio fare l’umile per forza: io sto vivendo un sogno e mi sta costando tanta fatica perché si dorme poco e c’è tanta responsabilità addosso. Ringrazio questi ragazzi che mi stanno dedicando tanto tempo, più di quello che dovrebbero. Io non voglio essere un peso per il Milan, il sogno di allenare la squadra a 40 anni. La vivo con tensione e fatica, poi vedremo come andrà.

Dal ko contro il Rijeka ad oggi cosa è cambiato?
Abbiamo fatto tanto lavoro e tanti sacrifici. La squadra è diversa, la condizione fisica è diversa per come vedo il calcio io e abbiamo una mentalità diversa. Ci arriviamo meglio, ma non possiamo sbagliare perché anche in Coppa Italia e in campionato abbiamo tutte partite da dentro o fuori. Con una classifica diversa il pari a Udine sarebbe stato un buon risultato e invece… Rispetto a due mesi fa però siamo migliorati.

Come fa a sentire parte del progetto quelli che stanno giocando poco?
Con onestà e senza inventarsi niente. Li guardo negli occhi e li convinco che non devono rimanere indietro con il lavoro e la condizione fisica. Non devono mollare e, ripeto, dico loro la verità: l’importante è essere presenti e trattare tutti uguali nei momenti di difficoltà.

In cosa ha registrato la maggiore crescita da parte del Milan?
Ho sempre visto che i giocatori a livello qualitativo mi hanno sorpreso. Vedo tanti ragazzi di 23-24 anni con caratteristiche importanti che mi hanno facilità a creare un calcio fatto di palleggio e fraseggio. Mancava l’essere squadra, il non dare campo all’avversario e la squadra scompariva nel momento di difficoltà. A livello caratteriale bisogna crescere e le 6 espulsioni non sono un caso perché l’esperienza non si compra al supermercato. Le legnate nei denti servono per crescere.

Un risultato negativo può mettervi in difficoltà?
Perché mi devo spaccare la testa pensando negativo? Se perderemo, affronteremo le stesse partite allo stesso modo. Perché andare in depressione? Nel calcio i momenti negativi ci sono e si affrontano. Abbiamo preparato bene questa partita e venerdì mattina, dopo aver dormito a Milanello, penseremo alla Sampdoria. Intanto giochiamo qui con rispetto e umiltà.

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