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Spalletti lo dice: «Potrebbe essere la mia Roma a battere il Real»

Spalletti lo dice: «Potrebbe essere la mia Roma a battere il Real»

Il tecnico giallorosso alla vigilia dell'andata degli ottavi di Champions: «Non ci sono favoriti. CR7 è fortissimo, lo marcheranno i 50mila dell'Olimpico»

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martedì 16 febbraio 2016 12:35

ROMA - Cominciamo dalla fine. L'ultima domanda della conferenza pre Roma-Real Madrid ci offre uno Spalletti che non ti aspetti: «Non mi meraviglierei se fosse la mia Roma a passare il turno». Boom. E chi se l'aspettava. Altro che segnali, questi sono inni alla vittoria. Luciano Spalletti spalanca la porta dei sogni, è l'andata degli ottavi di Champions e la Roma non vuole partire battuta. Anzi. Ma il tecnico di Certaldo, in un'analisi più approfondita, svela il vero significato che si nasconde dietro una sfida del genere:

«Non ci sono favoriti. Noi e il Real abbiamo il 50% di possibilità di passare il turno». Luciano Spalletti comunque sorprende alla vigilia di Roma-Real Madrid. Il tecnico giallorosso, che sa già cosa significa battere il Real avendolo eleminato dalla Champions nel 2008, gonfia il petto e preferisce tenere la sfida degli ottavi sul filo dell'equilibrio:  «Con i miei ragazzi stiamo lavorando tanto, abbiamo imboccato una strada che può esaltare le nostre qualità. Ma naturalmente ci vogliono poi le conferme e questa è la tappa più adatta per avere risposte. Ho fiducia nei miei calciatori, li ho visti molto carichi e concentrati in questi ultimi giorni». Spalletti non si prostra alla forza del Real, anzi: «Se la gara fosse giocata sull'esperienza, la vinceremmo noi. Abbiamo Maicon, Totti, De Sanctis, Keita, ma le qualità di tutti questi ragazzi sono importanti. Amo chi dà tutto per la maglia e in questa squadra alleno ragazzi che hanno voglia di farlo. Totti? Sta meglio e sarà convocato, è chiaro che se servirà sarà utilissimo alla nostra causa».

CONTRO IL REAL NON CI SONO FAVORITI

CON O SENZA ATTACCANTE- Gli spagnoli sono curiosi, vogliono sapere se domani la Roma giocherà con Dzeko come riferimento lì davanti o con il falso nueve: «Noi allenatori abbiamo a disposizione più tattiche da utilizzare, il nostro compito è far sì che quei calciatori che ho a disposizione formino una squadra. Io ho queste possibilità, quella di giocare con una squadra con o senza un attaccante di riferimento. Mi prendo la notte per decidere, poi scioglierò le riserve».

DE ROSSI - De Rossi è recuperato, la conferma arriva dallo stesso Spalletti: «Daniele si è allenato bene ieri, mi aspetto che anche oggi faccia tutta la seduta con i compagni e quindi sarà convocato per la sfida di domani». «Dzeko? Sono importanti tutti i calciatori della mia squadra. L'apporto deve essere di tutti, io sono allenatore e farò le mie scelte, ma come sempre cercherò di mettere in campo il miglior 11 per sfruttare il 50% di possibilità che abbiamo di passare il turno».

CRISTIANO RONALDO - Inevitabile chiedere al tecnico della Roma cosa ne sarà di Cristiano Ronaldo al cospetto dei giallorossi: «Cristiano Ronaldo è uno dei calciatori più forti del mondo, ma non farò nessuna gabbia per fermarlo. Non posso sprecare tre dei miei calciatori per marcare Cristiano Ronaldo, altrimenti avrei bisogno di 33 giocatori, perchè tutto il Real è fortissimo. Ma dirò a chi è nella sua zona che, marcandolo, può giocare al suo stesso livello». Potrebbe essere Florenzi a marcarlo: «Lui con altri - chiarisce Spalletti -. Cristiano è un giocatore velocissimo è chiaro che la prima caratteristica per poterlo marcare è l'avere della velocità e Florenzi ce l'ha. Ma ovviamente dovrà essere aiutato da tutta la squadra».

DIFFERENZE COL 2008 - «Quel Real Madrid era molto diverso da questo, aggirava l'avversario, manovrava, ripartiva con calma. Questo invece ti azzanna, ribalta l'azione velocemente, ti aggredisce. Bisognerà avere molta attenzione».

TIFOSI - La carica dei 50mila dell'Olimpico sarà importante, ma Spalletti non si ascrive il merito di aver riportato tanta gente all'Olimpico: «Il merito di riportare i tifosi all'Olimpico non è il mio. Il merito è della squadra, che quando gioca come sa e come può giocare conquista anche l'affetto dei tifosi. Il pubblico ha capito che siamo qui per fare delle cose importanti. Non avremo giocato un calcio spettacolare ma ci abbiamo messo tutto l'impegno per portarli dalla nostra parte. Del resto il cantante che non ha un pubblico al concerto canta peggio».

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