Roma

Vedi Tutte
Roma

Roma, Verdone: «Totti e Spalletti l'hanno fatta grossa». Veltroni: «Spero facciano pace»

Roma, Verdone: «Totti e Spalletti l'hanno fatta grossa». Veltroni: «Spero facciano pace»
© LaPresse

L'attore e regista romano e romanista commenta: «Pallotta sia più presente». L'ex sindaco: «Mi auguro che la società intervenga per recuperare lo strappo»

Sullo stesso argomento

 

lunedì 22 febbraio 2016 20:14

ROMA - Parafrasando il titolo del suo ultimo film con Antonio Albanese, secondo Carlo Verdone il caso Totti-Spalletti si può riassumere così: «Sì, l'hanno fatta grossa tutti e due, ma voglio bene a entrambi. Sono tutti e due seri, la questione va risolta con pacatezza perché la Roma in questo momento delicato non ha bisogno di scossoni. Ma penso che ci sia ancora la possibilità di ricucire questo rapporto, sicuramente Spalletti gli darà delle grosse chance».

TOTTI ARTISTA - L'attore e regista, romano e romanista, lo dice a margine della presentazione del libro di Walter Veltroni, "Ciao", al Circolo Canottieri Aniene: «Totti è un artista che ancora può dare tanto - dice Verdone -, l'ho visto pochi giorni fa a cena da lui, l'ho visto molto integro, nonostante i tanti infortuni che ha avuto. Penso che lui abbia ancora altre strade e se vuole giocare può ancora giocare con la Roma. Io tifo sempre per l'amico e il campione, ma credo che si debbano mettere a parlare, lui, Spalletti e la società».

L'INVITO A PALLOTTA - Ed è proprio al proprietario della Roma, James Pallotta, che Verdone si rivolge: «Bisogna che Pallotta stia qui un pò più spesso e che parli di più con i giocatori. È troppo lontana Boston da Roma», ha aggiunto Verdone, che non si sente di biasimare il capitano per il suo sfogo in tv: «Non posso giudicare - il pensiero del comico - emotivamente in quei momenti possono scappare quelle cose, evidentemente ha fatto uscire fuori un malcontento di una persona che si sente bene, anche se l'allenatore preferisce gente che corre di più. Non dimentichiamo però che lui è anche un grande datore di luce in campo. E può essere molto, molto utile ancora: io gli auguro tutto il bene del mondo, è una persona e un professionista serio e un amico soprattutto». Tuttavia, ieri lo stadio Olimpico sembra aver preso le parti di Totti fischiando il tecnico: «Tutti siamo legati a Francesco - chiosa Verdone - per quello che ha fatto per la Roma è un simbolo di questa città. Siamo tutti dalla sua parte e tifiamo per lui. Però cerco anche di comprendere un allenatore che è tornato per allenare alle sue condizioni. Spalletti forse poteva essere meno duro ma io lo conosco, è uno di polso».

VELTRONI«Spero si recuperi questo strappo, mi auguro che la società intervenga per farlo, penso che Francesco debba fare tutto il suo percorso a Roma. Sarebbe brutto se dovesse andare via o se finisse la sua storia a Roma senza quell'amore che ha accompagnato il suo rapporto tra lui, la maglia e i tifosi. Mi auguro veramente che facciano la pace». È il pensiero di Walter Veltroni sul caso Totti-Spalletti: «Mi dispiace, per la stima che ho per Totti e per Spalletti: sono due persone che ho conosciuto quando ero sindaco, stimo per qualità sportive e umane. Francesco ha fatto tanto per la città, io me lo ricordo in circostanze in cui bisogna avere il cuore per esserci, siamo andati a trovare insieme bambini che stanno male. Conosco la sua intensità umana». Un momento delicato per la Roma, che si trova a dover gestire il finale di carriera del 39enne capitano: «Credo sia difficile un pò per tutti - spiega -, poi la sua è una carriera particolare, sei sul proscenio per alcuni anni e poi le luci si spostano altrove. Ma Francesco ha intelligenza e consapevolezza che ci sarà un momento per smettere, lui non ritiene sia ancora arrivato, devo dire che quando scende in campo ancora accende la luce. Penso che saprà gestire questo passaggio. C'è bisogno avvenga in un clima di armonia. Strappi e lacerazioni farebbero finire male una storia meravigliosa. Se fosse ancora a Madrid o Barcellona - conclude Veltroni - avrebbe vinto non so quanti palloni d'oro. Noi siamo un Paese che tende a dimenticare molto, il rischio di dimenticare quanto hanno fatto Totti e Maldini, o Del Piero. È bene che queste grandi, meravigliose storie di attaccamento maglia finiscano gratitudine, riconoscenza, che tutti sportivi meritano avere. Si può fare il bene della squadra senza sacrificare nessuno e Spalletti ne è pienamente consapevole».

Articoli correlati

Commenti