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La lettera di Totti: «Roma, sono orgoglioso di averti dato 28 anni d'amore»

La lettera di Totti: «Roma, sono orgoglioso di averti dato 28 anni d'amore»
© ANSA

Il capitano giallorosso ha salutato l'Olimpico in lacrime: dopo un lungo giro di campo, ha dedicato al pubblico una lettera emozionante

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domenica 28 maggio 2017 20:50

ROMA - Applausi e lacrime. L'addio alla Roma di Francesco Totti è stata emozione allo stato puro. Un giro di campo infinito fatto assieme alla sua famiglia, alla moglie Ilary Blasi e ai figli Isabel, Cristian e Chanel. Lui, il capitano, si è emozionato più volte. Mani negli occhi ad asciugare lacrime d'addio. Al suo fianco anche Vito Scala, l'amico di una vita. Totti ha ringraziato tutti, fermandosi a più riprese in tutti i settori, quasi a voler salutare il suo popolo uno ad uno. Poi l'arrivo sotto la curva Sud, la sua casa. Lì non ha retto ed è scoppiato in un pianto senza sosta. I suoi compagni di squadra hanno assistito in campo a tutta la cerimonia: da Alisson a Fazio, da Nainggolan a Dzeko fino agli altri romani De Rossi e Florenzi, tutti in lacrime a salutare il numero dieci. C'era ovviamente tutta la dirigenza con Pallotta (fischiato dai tifosi) che lo ha abbracciato e gli ha mostrato una maglia numero dieci incorniciata (forse il segnale di un possibile ritiro della 10?). Totti l'ha presa e l'ha baciata più volte prima di riporla. L'Olimpico non ha nemmeno risparmiato Spalletti che tutte le volte che è stato inquadrato dai maxischermi è stato sonoramente fischiato

Totti è poi andato a metà campo dove nel frattempo era stata stesa una maglia numero 10 gigante. Lì è arrivato il momento più toccante, quello della lettera che il capitano ha letto, una lettera dedicata ai suoi tifosi e alla sua città. Al suo fianco, ancora una volta, la sua famiglia che l0 ha aiutato a vincere le lacrime.

Ecco il testo integrale della lettera che Totti ha letto fra varie pause dovute all'emozione.

«Ci siamo, è arrivato il momento. Purtroppo è arrivato un momento che speravo non arrivasse mai. In questi giorni ho letto tantissime cose su di me. Belle, bellissime, ho pianto sempre tutti i giorni, da solo come un matto perché 25 anni non si dimenticano così con voi dietro le spalle che mi avete spinto nel bene e nel male, nei momenti belli ma soprattutto in quelli brutti. E per questo vi ringrazio tutti anche se non è facile. Lo sapete che non sono di tante parole, però le penso. In questi giorni con mia moglie ci siamo messi a tavolino e gli ho raccontato un po' di cose, a cominciare dagli anni vissuti con questa maglia, con questa unica maglia. Anche io ho scritto una lettera per voi, non so se riuscirò a leggerla ma ci provo e se non finisco, lo farà mia famiglia. Leggo perchè sennò si fa tardi, io starei qua altri 25 anni ma so che è ora di cena e avete fame.

Grazie roma, grazie mamma e papà, grazie fratello mio, grazie ai miei amici, grazie a mia moglie e ai miei figli. Ho voluto iniziare dai saluti perchè non so se saprò leggere queste righe prima di scoppiare in lacrime. E' impossibile raccontare 28 anni di storia in poche righe. Io non sono capace di scrivere o esprimermi se non con i miei piedi con i quali mi viene tutto più semplice. A proposito, sapete qual è il mio compagno preferito? Il pallone e lo è ancora. Ma a un certo punto della vita arriva e ti dice che sei diventato grande, il tempo l'ha deciso. Maledetto tempo: è lo stesso tempo che il 17 giugno 2001 avremmo voluto passasse in fretta. non vedevamo l'ora si sentire l'arbitro fischiare per tre volte per poter festeggiare tutti insieme lo scudetto. Mi viene ancora la pelle d'oca. Oggi questo tempo mi ha detto che devo crescere e non potevo più sentire l'erba sugli scarpini, l'adrenalina. la gioia per le vittorie. Mi sono chiesto in questi mesi perchè mi sto svegliando da questo sogno. Avete presente quando siete bambini e state sognando qualcosa di bello e vostra madre vi sveglia perchè dovete andare a scuola? Stavolta non era un sogno ma realtà. Io voglio dedicare questa lettera a tutti voi, ai bambini di ieri che sono cresciuti e magari sono diventati padri e a quelli di oggi che gridano "Totti gol". Mi piace pensaere che la mia carriera sia per voi una favola da raccontare. Ora è finita veramente. Mi levo la maglia per l'ultima volta. La piego per bene anche se non sono pronto a dire basta e forse non lo sarò mai. Scusate se in questo periodo non ho rilasciato interviste ma spegnere la luce non è facile. Adesso ho paura, non è la stessa cosa di quando devi segnare un rigore, stavolta non posso vedere cosa ci sarà dopo. Concedetermi un po' di paura e stavolta sono io che ho bisogno del vostro aiuto e del vostro calore. Quello che mi avete sempre dimostrato. Con il vostro affetto riuscirò a voltare pagina e a cominciare una nuova avventura. Ora ringrazio i miei compagni, i tecnici e i presidenti, tutti quelli che hanno lavortato accanto a me in questi anni. Poi i miei tifosi, la curva Sud, un riferimento per noi romani e romanisti. Nascere romani e romanisti è un privilegio, fare il capitano di questa squadra è stato un onore. Siete e sarete sempre nella mia vita. Smetterò di emozionare con i piedi ma il mio cuore sarà sempre lì con voi. Sono rgoglioso e felice di avervi dato 28 anni d'amore. Vi amo».

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