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Eusebio, qui i signorsì li cacciano
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Roma
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Eusebio, qui i signorsì li cacciano

Se fossi Di Francesco diluirei l’afflizione con la rabbia. Monologo apocrifo: «Sotto processo Spalletti, e va bene, ma nessuno pretende la sua cacciata immediata; Ancelotti manca poco che prenda applausi - la comprensione è garantita - perché ha perso una partita e il Napoli è fuori dalla Champions mentre il Liverpool ne ha perse tre e va avanti: vergogna - dicono i suoi sostenitori - ma che regolamento è? Tanti dimenticano che il pareggio vale quasi quanto una sconfitta... Poi, lui è cosí contento di fare l’Europa League... Io, cari signori, la Roma agli ottavi l’ho portata!».

L’ha portata lui? Qualcuno vuole cacciarlo, adesso: ma se ha solo colpe - e sono evidenti, in campionato - il merito della cavalcata europea (in un girone tanto facile che il Real ci ha rimediato una figura di m.) di chi è? Come mai il Napolissimo e la Beneamata son finiti fuori? Chi c’era in panchina? Monchi? Tanto vale che se la prenda lui, la responsabilità: in fondo - sento dire - l’allenatore conta fino a un certo punto. Anzi, solo quando perde... Chi lo dice? È documentato che molti juventini non sopportano Allegri e negano che i meriti di quattro scudetti gli appartengano e adesso che non c’è più Marotta, chi li fa i risultati, Agnelli? Pensa ‘sto Difra che non ha vinto una minchia... vabbè, a primavera ci ha dato soddisfazione, col Barcellona, l’hanno chiamata “Romuntada”, ci hanno scritto sopra un libro, però. Però cosa? Voglio dirvi la verità, la mia verità: di questo penoso turno di Champions m’è rimasto poco, giusto il gol di Lozano che ha ridicolizzato l’Inter e due immagini “preromane”: il gol di Salah e l’ultima parata di Alisson. Erano giallorossi, li hanno venduti per fare business, rivelando che non ci sono ambizioni di successo, a Casa Pallotta; e siccome Pallotta vuol dire Monchi, fatela guidare a loro, la Roma. Loro non sono Viola, né Sensi, non li guida l’Amor, ma per favore cos’è l’amore, di ’sti tempi? Maddài, roba da coglioni, affari, affari, si fanno affari altro che sogni di grandezza, altro che “Maggica” Roma... Vabbè, famo la Champions...

Mi sembra miracoloso aver visto la Roma vincere due scudetti, ma no - sento dire - c’erano Liedholm e Capello, anzi, Capello no, ci sta sulle palle, è scappato... No, ve l’ho già detto: gli hanno negato Buffon e Ibra, con loro avrebbe vinto ancora, ancora. E se n’è andato - guarda caso - da chi li aveva comprati.

C’è anche una lezione, in questa storia: una lezione per Di Francesco. Deve capire, Eusebio, che facendo il Signorsí non diventerà mai grande. Ti vendono i migliori? Protesta, accusa, dimettiti, la figura del Signor Niente la fai tu. Mi viene in mente Antonio Conte: un giorno, arrabbiatissimo, minaccia le dimissioni dalla Juve vincente perché... perché «Mi hanno venduto Marrone senza dirmelo!». Marrone. Mi scuso col giocatore, capisco l’allenatore: è una questione di marroni.

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