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La Roma sta con Kolarov: Da Di Francesco a De Rossi, tutti lo difendono
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La Roma sta con Kolarov: Da Di Francesco a De Rossi, tutti lo difendono

L’inchino (male interpretato) dopo il gol di Verona non ha migliorato la situazione

ROMA - La Roma sta con Kolarov. Non si placa la polemica con i tifosi, neppure dopo il gol di Verona (con il quale si è confermato il difensore che segna di più in Europa) e il gesto di scuse rivolto verso il settore del Bentegodi che ospitava i 600 tifosi della Roma. Inchino. Secondo il vocabolario della Treccani è “un atto di riverenza che si fa piegando un po’ la persona... atto di umiliazione, comportamento di ossequio interessato”. No, non era una provocazione. Non tutti lo hanno capito. Ma anche a Verona c’è chi ha fischiato i fischi. Per non parlare del dibattito sui social, con molti a schierarsi con il giocatore. Di Francesco e i compagni lo difendono. E Aleksandar Kolarov è stato tra i primi ad applaudire i tifosi al Bentegodi.



IL FEELING CON DE ROSSI - Il giocatore ieri ha tenuto a ribadire che il suo è stato un gesto di rispetto nei confronti dei tifosi. Se avesse voluto provocare avrebbe portato la mano all’orecchio, secondo un gesto inflazionato tra i calciatori. Sa che il modo migliore per placare le critiche è rispondere sul campo. Come ha sempre fatto. Kolarov è sereno, non è turbato, è tranquillo, già proiettato verso la partita contro il Porto. In momenti come questo, in cui si sente sotto assedio, riesce a trovare la forza per dimostrare tutto il suo valore. Aleksandar è un super professionista. Non deve fare comizi, in questi giorni era sovraesposto, non era consigliabile fare altre dichiarazioni. Parlerà quando lo riterrà opportuno. Nella Roma è considerato da tutti un leader sin dal primo giorno. Di Daniele De Rossi è molto amico, quasi un fratello, per riprendere un termine usato dal capitano per esprimere solidarietà nei confronti del compagno. Sono spesso a cena insieme, da soli, con le famiglie, in casa o al ristorante. La stima di Daniele per Alex parte da lontano. Già quando erano avversari lo considerava il più forte terzino sinistro al mondo. Una stima reciproca alimentata da quando sono compagni. Da quando è arrivato alla Roma, Kolarov è considerato un riferimento anche da Di Francesco, che lo vede allenatore in campo al pari di Daniele.



LEADER OVUNQUE - La sua capacità di essere leader l’ha esercitata ovunque, alla Lazio come al City. Al Manchester è stato eletto ogni anno dai compagni il capitano del club, figura interna di collegamento tra la squadra e la società, figura diversa dal capitano della squadra, che viene scelto dall’allenatore o dalla dirigenza e indossa la fascia in campo. Un riconoscimento molto significativo. Per i compagni è sempre stato un punto di riferimento, ovunque. Se qualcuno si comporta male lo richiama, aiuta i giovani, li consiglia. È un esempio: non è un luogo comune, è uno dei primi ad arrivare a Trigoria e tra gli ultimi ad andarsene. Lo sanno tutti come si comporta negli allenamenti. Anche in queste partite in cui è stato contestato è sempre stato tra i migliori in campo.

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