Serie B Palermo, la difesa di Zamparini: «E' tutto in regola»

Il patron rosanero: «Comincio però a leggere sui media notizie false: io non ho mai avuto nessuna società in Inghilterra»
Serie B Palermo, la difesa di Zamparini: «E' tutto in regola»© ANSA
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PALERMO - "Mi sento in dovere verso me stesso, verso la mia famiglia e chi mi conosce già, di fornire le mie precisazioni in un momento in cui la stampa, stante la verifica in corso, mi dipinge come un possibile truffatore e maneggione". Inizia così un lungo comunicato a firma Maurizio Zamparini, apparso sul sito ufficiale del Palermo. Il patron rosanero ha voluto fare chiarezza su quanto recentemente accaduto ("Con stupore venerdì scorso ho aperto la casa della mia famiglia ad Aiello del Friuli ad agenti della Guardia di Finanza per un ordine di perquisizione"): "Io rispetto il lavoro della MAGISTRATURA e sono convinto, non avendo mai volutamente commettere alcun reato, che la verità darà soddisfazione alla mia onestà".

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NOTIZIE FALSE - Poi, Zamparini indica come false alcune notizie apparse sul suo conto: "Comincio però a leggere sui media notizie false: io non ho mai avuto nessuna società in Inghilterra. Tutti i movimenti di denaro miei e nelle società della famiglia sono trasparenti e verificabili. Avendo venduto il mio gruppo nel 2000-2002 al gruppo francece Pinault Printemps Redoute per circa 800 miliardi di lire, tutta la provenienza dei miei investimenti proviene da quei fondi o dalle banche. Tutti i conti correnti personali e delle società della famiglia sono a completa disposizione degli inquirenti: non ho mai fatto utili con un euro di cosiddetto "nero", parola che non conosco. NON HO NÉ HO MAI AVUTO ALCUNA SOCIETÀ NEL REGNO UNITO: né direttamente né in forma collaterale. Sono in difficoltà poiché aggredito da tempo dall’ Agenzia delle Entrate, non per evasioni ma per interpretazioni di parte delle regole. L'investimento del centro commerciale di Palermo, dove lavorano mille persone, che non ha prodotto ancora un euro di ritorno, è stato sanzionato con cartelle esattoriali per circa 20 milioni di euro per una interpretazione dell’Agenzia delle Entrate sulle procedure amministrative: non per evasione, né per un danno allo Stato, ma solo per produrre entrate a loro non dovute. Stiamo combattendo per difenderci da questa aggressione sperando di ottenere giustizia".

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IL PALERMO - "Il Palermo Calcio stipendia circa 160 persone: fatto inusuale nella sua storia, mai abbiamo omesso di pagarli regolarmente", prosegue Zamparini che afferma di avere "una grande autostima poiché a 76 anni non rinnego nulla della mia vita esemplare sotto il profilo umano e civile: oltre 3 mila dipendenti che hanno lavorato con me mi danno la loro gratitudine e stima, sfido a trovarne uno che sia stato da me trattato ingiustamente. Solo amore per tutte le persone, questo è il mio credo e chi mi conosce di persona lo sa". "Accetto anche la contestazione poiché il calcio in Italia è così: se non vinci e retrocedi vieni contestato è mai perdonato, fino alla prossima vittoria: l'Atalanta ne è esempio, con un presidente prima oltraggiato e poi osannato. Non ho mai considerato il Palermo, così come scrivono, il mio giocattolo: un soggetto che ha sottratto al tuo patrimonio 70/80 milioni di euro non può essere un giocattolo,  e soprattutto considero il calcio un fatto sociale, in cui i tifosi devono essere in primo piano".

INVESTITORI - L'attenzione di Zamparini poi si focalizza sulla vicenda del passaggio di consegne della società ("Sto cercando con difficoltà investitori in Italia e all'estero, gente che dovrà assicurare investimenti come feci io all'inizio"), anche se non mancano le difficoltà: "Non è ne è stato facile trovare investitori nel calcio del nostro Paese, ma per me è indispensabile: alla mia età ritengo insostenibile il mio ruolo nel calcio, specialmente in questo calcio che richiede notevoli disponibilità. Mi ero affezionato a Baccaglini e sono sicuro che gli inquirenti, avendo requisito tutti i documenti relativi alla storia Baccaglini, si renderanno conto che io ho sempre affermato la verità, con un mio unico torto: aver creduto ad interlocutori che nei fatti hanno disatteso tutti gli obblighi contrattuali, lavorando per di più contro la mia immagine, quasi come se l'insolvente fossi io".

TORNARE IN SERIE A - "Alla fine dell'inchiesta darò la storia ai media perché la gente di Palermo ed i tifosi devono sapere. Il mio lavoro odierno nel Palermo Calcio è sorretto dall'obbligo di fare una squadra per ritornare in serie A. Naturalmente, come avevo detto a Baccaglini ed ora a Cascio, è necessario un intervento di capitali non per non fallire, come scrive qualcuno, ma per fare un mercato acquisti tenendo i più bravi e inserendo altri ottimi giocatori. Tedino e Lupo stanno lavorando sodo e sono convinti come me che ritorneremo in serie A. Sicuramente con un altro presidente e, spero, un’altra  proprietà. Il grido Forza Palermo sarà sempre dentro di me".


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