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Mitrovic, cresta alla Balotelli e 16 gol nell'Anderlecht

© LaPresse

Diciannove anni, passaporto serbo, il centravanti è arrivato in Belgio nella scorsa estate dal Partizan Belgrado, che lo ha ceduto per cinque milioni di euro. E' stato decisivo nella corsa al titolo, il terzo consecutivo per il club di Bruxelles.

 Stefano Chioffi

domenica 1 giugno 2014 20:03

ROMA - Sembrava un anno anonimo, grigio, di quelli che i dirigenti - quasi per giustificarsi - sono abituati a definire di «transizione». Invece l’Anderlecht ha dimostrato che si può stravolgere il copione di un campionato, vincendo il terzo titolo di fila, anche dopo una giostra di errori e un cambio di allenatore in corsa. Già, perché a dare un altro significato a questa stagione è stato l’arrivo in panchina del tecnico albanese Besnik Hasi, scelto in casa dal club belga per sostituire l’olandese John Van den Brom, esonerato il 10 marzo dopo la sconfitta con il Leuven. Una svolta fondamentale, non solo a livello tattico ma anche psicologico, perché la squadra aveva smarrito il feeling con Van den Brom, ingaggiato nel 2012 e cresciuto tra gli istruttori del centro sportivo dell’Ajax. L’Anderlecht si è trasformato nei play-off, riuscendo a dare forma a un’impresa che sembrava fuori da ogni logica. Aveva concluso la stagione regolare al terzo posto, a quota 57 punti, a meno dieci dallo Standard Liegi, primo in classifica, e a meno sei dal Bruges (secondo). Ma nella fase decisiva si è preso il 33° titolo della sua storia, rovesciando pronostici e previsioni. Il merito di Hasi è stato quello di restituire entusiasmo e ambizione a un gruppo appagato e stanco. Largo ai giovani, senza badare troppo alla carta d’identità. Ecco la chiave principale del favoloso sprint dell’Anderlecht. Il coraggio di Hasi, che ha già prolungato il contratto per altre due stagioni, è stato quello di inserire una serie di talenti nei ruoli più delicati: al centro della difesa ha promosso il congolese Chancel Mbemba, classe 1994, mentre a centrocampo si è affidato a un regista molto promettente, Dennis Praet, diciannove anni, che è finito sull’agenda degli osservatori del Liverpool e dell’Arsenal. E a rendere perfetta la formula di Hasi, primo tecnico albanese a vincere un campionato fuori dai confini, è stato il centravanti serbo Aleksandar Mitrovic, diciannove anni come Praet, lanciato dal Partizan Belgrado e acquistato nella scorsa estate dalla società di Bruxelles per cinque milioni di euro, una cifra record, mai spesa in precedenza sul mercato belga.


DA KOMPANY A LUKAKU - Ai play off l’ha spuntata, a sorpresa, l’Anderlecht, che ha sorpassato lo Standard Liegi grazie al 3-1 contro il Lokeren: una vittoria firmata da Mitrovic, capocannoniere della squadra con sedici reti, da Mbemba e da Praet. Un trionfo che garantisce l’ingresso ai preliminari di Champions e la prospettiva di guadagnare soldi nella fase a gironi. Un titolo che ha acceso anche i riflettori sui nuovi talenti dell’Anderlecht, che ha valorizzato negli ultimi dieci anni gente come Vincent Kompany, difensore centrale, due Premier League conquistate con il Manchester City, e l’attaccante Romelu Lukaku, ora di proprietà del Chelsea e reduce da una buona stagione in prestito all’Everton, con quindici gol realizzati in campionato. Ora sono in tanti a fare pressioni per assicurarsi un diritto di prelazione sul cartellino di Mitrovic, vent’anni il prossimo 1994, un fisico d’acciaio (è alto un metro e 89), forza atletica e potenza, ma anche colpi eleganti. Un carattere un po’ ribelle, con una cresta alla Balotelli e qualche tatuaggio. Inventa gol d’autore, sfruttando la velocità e i muscoli. Gioca sempre con un polsino bianco al braccio sinistro, è un centravanti che si muove molto e cerca il varco anche sulle fasce. Grinta, personalità, un forte temperamento. Hasi, quarantadue anni, è riuscito a gestirlo con saggezza, consentendogli di esprimere al massimo le proprie potenzialità. 

 

IL BORUSSIA DORTMUND - Mitrovic può seguire la stessa rotta di altri attaccanti scoperti in Belgio e poi sbarcati nei campionati più prestigiosi: l’ultimo a compiere il salto di qualità è stato il colombiano Carlos Bacca, classe 1986, acquistato nel 2013 dal Siviglia per sette milioni di euro. Un ottimo affare, Bacca, che ha segnato quattordici gol nella Liga e altri sei in Europa League, contribuendo alla vittoria nella finale con in Benfica a Torino. Mitrovic è nato a Smederevo il 16 settembre del 1994 e vanta già tre presenze nella nazionale serba. Ha un contratto con l’Anderlecht fino al 2018 e ha cominciato a giocare nei baby del Teleoptik Zemun, prima di essere tesserato dal Partizan Belgrado. Tredici reti nella stagione regolare e tre nei play-off. Si era informato a Mitrovic anche il Borussia Dortmund, ma alla fine Jurgen Klopp ha preferito puntare su Immobile, strappato alla Juve e al Torino in cambio di diciannove milioni di euro. Ora lo seguono il Bayern Monaco e l’Everton, però l’Anderlecht vuole rinviare l’asta di un anno. Sempre che non spunti l’offerta clamorosa.

 

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