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Aranguiz, corsa e gol: che intesa con Vidal

© Ansa

E’ un centrocampista, ha venticinque anni ed è uno dei leader del Cile insieme con lo juventino e Sanchez: suo il gol del 2-0 che ha eliminato la Spagna dal Mondiale. Valorizzato dall’Universidad de Chile e scoperto dall’Udinese, nello scorso gennaio non era stato tesserato dal club friulano per un problema legato al numero degli extracomunitari. Ora gioca in prestito nell’Internacional di Porto Alegre, pronto ad acquistarlo a titolo definitivo per sei milioni di euro.

 Stefano Chioffi

venerdì 20 giugno 2014 18:37

ROMA - Il fax è stato spedito. L’Internacional di Porto Alegre ha già comunicato all’Udinese che eserciterà il diritto di riscatto: il centrocampista Charles Aranguiz, uno dei leader del Cile che ha chiuso l’età dell’oro della Spagna, rischia di diventare un grande rimpianto nei ragionamenti del club friulano. Per un problema legato al passaporto da extracomunitario, infatti, Aranguiz non era stato tesserato nella scorsa estate dall’Udinese, che aveva deciso lasciarlo per sei mesi all’Universidad de Chile e di prestarlo a gennaio all’Internacional di Porto Alegre, pronto adesso a versare sei milioni di euro per acquistare a titolo definitivo questa mezzala, che ha firmato il gol del 2-0 contro la Spagna, rispedendo a casa i campioni del mondo.

 

LE CARATTERISTICHE - Pressing, corsa, visione di gioco, resistenza, forza nei contrasti, tiro da fuori area, senso tattico: Aranguiz è un centrocampista che ha raggiunto la piena maturità, ha venticinque anni ed è uno dei capi carismatici della nazionale cilena insieme con Arturo Vidal e Alexis Sanchez, scoperto all’età di diciotto anni dall’Udinese quando “El Niño Maravilla” giocava nel Colo Colo e ceduto dalla famiglia Pozzo nel 2011 al Barcellona per trentasette milioni e mezzo di euro. L’Internacional, allenato da Abel Braga, ha un obiettivo: continuare a valorizzare Aranguiz e trattenerlo almeno fino al termine del “Brasileirao 2014”. Una vetrina, quella del Mondiale, che ha permesso alla mezzala di consacrarsi. Contro la Spagna ha fatto la differenza, limitando anche il raggio d’azione di Iniesta. Un lavoro costante, svolto in maniera perfetta. Una delle chiavi del trionfo del Cile, guidato in panchina dal commissario tecnico Jorge Sampaoli, cinquantaquattro anni, argentino, ingaggiato dalla federazione nel 2012 dopo che aveva vinto tre campionati con l’Universidad de Chile. Sampaoli ha seguito da vicino, anche a livello di club, l’evoluzione di Aranguiz, che ha firmato con l’Internacional un contratto fino al 2019.

 

LO SPAREGGIO - Il Cile si è già assicurato la qualificazione agli ottavi di finale del Mondiale: il 23 giugno si giocherà il primo posto nel girone B contro l’Olanda di Van Persie e Robben. Aranguiz è nato a Puente Alto il 17 aprile del 1989. Ha una grande passione per i tatuaggi. Appartiene a una famiglia di calciatori: la mamma, Mariana Sandoval, ha allenato diverse squadre femminili. Aranguiz ha cominciato a giocare nelle giovanili dell’Universidad de Chile e all’età di tredici anni è stato notato dagli osservatori del Cobreloa, club che lo ha fatto debuttare da professionista nel 2006 in campionato contro il Cobresal. Nel 2009 è stato preso dal Colo Colo, che lo ha girato l’anno successivo al Quilmes, in Argentina. Nel 2011 è stato acquistato dall’Universidad de Chile per seicentomila dollari. L’Udinese lo ha seguito per due stagioni e nello scorso mese di gennaio ha provato a portarlo in Italia: un affare saltato a causa delle limitazioni sul tesseramento degli extracomunitari. E così, dopo una breve trattativa, Aranguiz ha preso l’aereo per Porto Alegre, conquistando subito il campionato "Gaucho" nella finale contro il Gremio e ricevendo il premio di miglior giocatore del torneo.

 

IL MANAGER DI VIDAL - Può ricoprire tutti i ruoli in un centrocampo a tre: è un destro naturale, è alto un metro e 71, il suo procuratore è Fernando Felicevich, lo stesso che cura gli interessi dello juventino Vidal, di Alexis Sanchez e del portiere Claudio Bravo, che sarà la riserva del tedesco Ter Stegen nel nuovo Barcellona di Luis Enrique. L’Europa è il suo traguardo, anche se Aranguiz ha trascorso sei mesi positivi nell’Internacional: quattro presenze e due gol (al Vitoria e allo Sport Recife) nel “Brasileirao 2014”, che riprenderà subito dopo il Mondiale. Nella squadra di Abel Braga, primo in classifica con undici punti in cinque giornate, ha il compito di organizzare la manovra e di tentare spesso il blitz in area di rigore. Aranguiz ha giocato ventidue partite in nazionale, realizzando tre reti: la più importante, allo stadio Maracanà, contro la Spagna.

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