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Durm, il Borussia di Klopp non finisce mai di stupire

© LaPresse

E’ un terzino sinistro, ha ventidue anni, è stato lanciato nella scorsa stagione e ha trovato spazio anche nella lista dei convocati del ct Löw per il Mondiale in Brasile. Ieri è stato uno dei protagonisti del trionfo del Borussia Dortmund nella finale della Supercoppa di Germania contro il Bayern di Guardiola (2-0).

 Stefano Chioffi

giovedì 14 agosto 2014 22:30

ROMA - E’ stato un errore di valutazione. Il Milan aveva scoperto Pierre-Emerick Aubameyang nel 2007, quando l’attaccante non aveva ancora i capelli con la cresta e neppure la patente. L’ha tenuto parcheggiato per un anno nella squadra Primavera, poi l’ha lasciato andare via in prestito al Digione e più avanti al Lilla, al Monaco e al Saint Etienne, che ha acquistato Aubameyang - nel 2011 - per un milione e ottocentomila euro. Adesso la punta (classe 1989) ne vale almeno quindici e ieri ha regalato al Borussia Dortmund il primo trofeo della stagione. Ha firmato il gol del raddoppio, del definitivo 2-0 contro il Bayern Monaco, consegnando la Supercoppa di Germania alla squadra allenata da Jürgen Klopp. E per celebrare la sua giornata perfetta si è infilato in campo la maschera dell’Uomo Ragno.

 

LO SHOW - Un altro dispetto al Bayern e a Guardiola, proprio come era avvenuto un anno fa. Il Borussia Dortmund ha conquistato la quinta Supercoppa della sua storia: un primato che condivideva con il Bayern (quattro successi). La mezzapunta Henrikh Mkhitaryan, passaporto armeno, venticinque anni, ex Shakhtar Donetsk, ha sbloccato il risultato intorno alla metà del primo tempo. Poi, con la velocità di Spiderman, è stato Aubameyang a chiudere il conto, dominando la scena nella difesa del Bayern, una linea a tre formata da Jerome Boateng, Dante (che ha preso il posto dell’infortunato Javi Martinez) e Alaba. Una Supercoppa dominata senza troppa fatica: Klopp e Aubameyang l’hanno alzata davanti a Robert Lewandowski, che ha lasciato in estate il Borussia a parametro zero per legarsi al Bayern Monaco. Una grande festa, a Dortmund, in uno stadio con 80.000 spettatori, a un mese di distanza dal trionfo della Germania di Löw nel Mondiale in Brasile.

 

LA DOPPIETTA - Nel giro di un anno, il Borussia ha sfilato due Supercoppe a Guardiola, che ha pescato sul mercato sempre in casa di Klopp: il tecnico spagnolo, nel 2013, si era assicurato Mario Götze per trentasette milioni di euro e ora si prepara a lanciare l’assalto alla sua terza Champions (ne ha vinte con il Barcellona) puntando su Lewandowki. Klopp ha dimostrato che nel calcio le buone idee possono incidere più dei soldi. Dal 2008, quando fu ingaggiato dopo l’esperienza sulla panchina del Magonza, l’allenatore tedesco ha vinto sei trofei con il Borussia: due campionati, una Coppa di Germania e tre Supercoppe. Con il suo 4-2-3-1 ha messo in crisi un Bayern in versione sperimentale. Già, perché a parte il modulo (3-4-3), Guardiola ha schierato un ampio ventaglio di riserve: dal mediano danese Pierre-Emile Højbjerg (classe 1995) alla mezzala Gianluca Gaudino (1995, figlio di Maurizio, ex centravanti dello Stoccarda e dell’Eintracht Francoforte); dall’esterno svizzero Xherdan Shaqiri /(1991) al centrocampista difensivo Sebastian Rode (1990, arrivato all’inizio di luglio a parametro zero dall’Eintracht).

 

LE SCOPERTE - Riesce spesso a trovare le alternative giuste: ecco un altro dei pregi di Klopp, che ha permesso in questi sei anni al Borussia Dortmund di vincere tanto e di raggiungere un invidiabile equilibrio a livello finanziario. Tra le recenti intuizioni di Klopp va inserito anche il terzino sinistro Erik Durm, ventidue anni, considerato l’erede di Marcel Schmelzer, classe 1988, molto stimato sul mercato per la sua capacità di spingere sulla fascia e di arrivare al cross. Durm, in Supercoppa, è stato utilizzato all’inizio della ripresa proprio al posto di Schmelzer: una prova convincente. 

 

IL MONDIALE - Ha fatto parte della spedizione in Brasile: Durm è stato inserito dal ct Löw nella lista dei 23, anche se non ha mai giocato (così come il centrocampista Matthias Ginter, classe 1994, altro talento di Klopp). E’ un mancino, è alto un metro e 83, pesa 73 chili, ha disputato diciannove partite nello scorso torneo e ha un contratto fino al 2017. E’ nato il 12 maggio del 1992 a Pirmasens e ha cominciato a giocare da bambino nel Rieschweiler, poi è passato al Saarbrücken e nel 2010 al Magonza. Acquistato due anni fa dal Borussia Dortmund, viene indicato come il terzino sinistro più promettente in Bundesliga, anche se nella prima parte della carriera aveva ricoperto spesso il ruolo di attaccante. Nel Magonza Under 19 e nel Magonza B, sotto la guida degli allenatori Stefan Sartori e Martin Schmidt, aveva realizzato ventinove gol tra il 2010 e il 2012. 

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