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Bernardo Silva, il Monaco lo riscatta per 16 milioni

E’ un trequartista, ha vent’anni ed è cresciuto nel Benfica, che lo aveva ceduto in estate al club francese con la formula del prestito. Molto stimato dall’allenatore Jardim, è stato acquistato a titolo definitivo dal Monaco e ha rappresentato l’affare più caro del mercato invernale in Ligue 1.

 Stefano Chioffi

mercoledì 4 febbraio 2015 00:40

ROMA - Senza aspettare la fine del campionato, il Monaco ha deciso di esercitare il diritto di riscatto e ha speso sedici milioni di euro per acquistare a titolo definitivo Bernardo Silva, vent’anni, trequartista portoghese che in questi mesi ha preso il posto di James Rodriguez. E’ stato l’affare più ricco del mercato invernale in Francia: un’operazione che ha avuto come regista l’allenatore Leonardo Jardim, arrivato al Monaco nello scorso mese di luglio dopo aver regalato allo Sporting Lisbona la qualificazione in Champions League.

 

LA SCALATA - Bernardo Silva è cresciuto nel Benfica: è mancino, ha colpi eleganti e si è inserito subito negli schemi di Jardim, che ha puntato nelle ultime settimane sul 4-2-3-1 e sul 4-5-1. Diciassette presenze in Ligue 1 e due gol che hanno permesso al Monaco di battere l’Olympique Marsiglia (1-0) e il Nantes (1-0). Bernardo Silva lavora da mezzapunta: ordinato, elegante, ha un lancio preciso e forte personalità. 

 

L’AFFARE - Il Benfica ha incassato sedici milioni di euro, ma contava di riportarlo a casa in estate. Jardim, invece, ha fatto pressioni sul presidente russo Dmitrij Rybolovlev per rilevare il cartellino di questo centrocampista, che lo scorso 7 agosto era arrivato al Monaco in prestito con diritto di riscatto. Tifoso del Benfica, era entrato da bambino nel settore giovanile del club di Lisbona. E’ nato il 10 agosto del 1994, è alto un metro e 73, pesa 67 chili e ha un contratto fino al 30 giugno del 2019.

 

IL RUOLO - Bernardo Silva è stato scelto da Jardim per tamponare la cessione di James Rodriguez al Real Madrid, una partenza che ha fruttato ottanta milioni di euro. Ma ha caratteristiche diverse dal colombiano: meno dribbling e maggiore partecipazione in fase di costruzione della manovra. Ha lasciato il Benfica, dove era stimato dal tecnico Jorge Jesus, dopo aver festeggiato il “triplete” (Primeira Liga, Taça de Portugal e Taça da Liga nel 2014). Ha avuto però un ruolo marginale in quella tripla impresa: Bernardo Silva faceva parte del Benfica B, ma ogni tanto si allenava con Jorge Jesus. Soltanto una presenza, quella legata al debutto in Primeira Liga: 10 maggio 2014, sconfitta (1-2) contro il Porto. Bernardo Silva entrò in campo a otto minuti dalla fine al posto del serbo Filip Djuricic. 

 

LA NUOVA GENERAZIONE - Nel Monaco è diventato titolare dalla sesta giornata, in occasione della partita in casa con il Guingamp (1-0). L’investimento su Bernardo Silva rientra in una strategia precisa: l’ex club di Claudio Ranieri, sostituito in panchina nella scorsa estate da Jardim, ha puntato con decisione sui giovani. Non solo Bernardo Silva, ma anche l’attaccante Anthony Martial (1995), il jolly Abdou Diallo (1996), mediano o difensore centrale, passaporto francese e origini senegalesi, e lo stopper brasiliano Wallace (1994), cresciuto nel Cruzeiro e sbarcato al Monaco alla fine di agosto dal Braga. Sono loro il traino del nuovo Monaco, mentre l’argentino Lucas Ocampos (ex River Plate, classe 1990) ha faticato a imporsi nel progetto di Jardim ed è stato ceduto in prestito con diritto di riscatto all’Olympique Marsiglia, richiesto da Marcelo Bielsa.

 

LA SFIDA CON L’ARSENAL - Bernardo Silva è stato utilizzato tre volte anche in Champions League: la squadra di Jardim ha raggiunto il traguardo degli ottavi di finale e affronterà nella gara d’andata l’Arsenal a Londra: un incrocio da brividi per Arsène Wenger, che ha allenato il Monaco dal 1987 al 1994, vincendo un campionato e una Coppa di Francia. L’inserimento di Bernardo Silva non è stato faticoso: la presenza dei portoghesi Joao Mourinho e di Fernando Carvalho lo ha agevolato. Nel Benfica B, nella scorsa stagione, era stato valorizzato dal tecnico Helder Cristovão: trentotto presenze, sette gol e sette assist.

 

LA RIMONTA - Il Monaco è quarto in compagnia del Saint Etienne: quaranta punti in ventitré partite, undici vittorie, sette pareggi, cinque sconfitte, venticinque gol realizzati e diciotto subiti. Dopo l’Olympique Lione, che guida la Ligue 1 a quota 49 (+2 sul Paris Saint Germain e l’Olympique Marsiglia), è il club più in forma del torneo: non perde dal 29 novembre sul campo del Rennes (0-2) e nelle ultime otto giornate ha raccolto venti punti (sei successi e due pareggi). E’ fuori dalla lotta per il titolo, ma può regalarsi un finale di stagione emozionante anche con l’aiuto di Bernardo Silva, che fa parte della nazionale portoghese Under 21, guidata da Rui Jorge, ex terzino destro del Porto.

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