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Baumann, il portiere è uno dei segreti dell'Hoffenheim: solo il club tedesco e il Real Madrid ancora imbattuti

Baumann, il portiere è uno dei segreti dell'Hoffenheim: solo il club tedesco e il Real Madrid ancora imbattuti

Ha ventisei anni e si è preso la vetrina in Bundesliga. Ex titolare della Germania Under 21, sta facendo sognare la squadra allenata da Nagelsmann (29 anni), che è l'unica con il Real Madrid - considerando i sette campionati europei più importanti - a non aver mai perso.

 Stefano Chioffi

domenica 18 dicembre 2016 19:12

ROMA - Le differenze sono astronomiche: ottantadue trofei per il Real Madrid e zero per l’Hoffenheim, che fino al 2007 giocava in serie C (Regionalliga Süd). E anche a livello di fatturato le distanze sono abissali: il club tedesco sfiora i 35 milioni, mentre la società del presidente Florentino Perez ha superato il muro dei 600 milioni. Eppure, nonostante queste sproporzioni, il piccolo Hoffenheim si avvicina a festeggiare il Natale potendo condividere un primato stagionale con i giganti del Real Madrid, che hanno appena vinto anche il Mondiale per club: nei sette campionati europei più prestigiosi (Italia, Inghilterra, Germania, Spagna, Francia, Portogallo e Olanda), solo loro non hanno ancora perso una partita. Una medaglia sul petto per l’Hoffenheim, dal baby-allenatore Julian Nagelsmann, ventinove anni, che si è costruito una velocissima carriera in panchina dopo un grave infortunio al ginocchio. I dirigenti lo hanno scelto l’11 febbraio del 2016: Nagelsmann guidava la squadra Under 19: promosso, con pieni poteri, dopo le dimissioni dell’olandese Huub Stevens. Nell’anno solare, dal suo arrivo, l’Hoffenheim ha conquistato cinquanta punti in trentuno partite di Bundesliga. Hanno fatto meglio del gruppo di Nagelsmann soltanto il Bayern Monaco (71 punti) e il Borussia Dortmund (59). L’Hoffenheim non perde dall’ultima giornata dello scorso campionato (14 maggio del 2016): 1-4 con lo Schalke 04.

LA FORMULA - E’ terzo in classifica con l'Hertha Berlino. Sei vittorie e nove pareggi, ventisette gol realizzati e sedici subiti. E mercoledì prossimo affronterà in casa il Werder Brema. Tra i meriti di Nagelsmann c’è anche quello di aver puntato in estate sul centravanti Sandro Wagner, classe 1987, un metro e 94, acquistato per due milioni e ottocentomila euro dal Darmstadt dopo i suoi quattordici gol in Bundesliga. Ha già segnato otto reti (una venerdì scorso in occasione del pareggio per 2-2 con il Borussia Dortmund) ed è il capocannoniere dell’Hoffenheim. Il modulo di riferimento è il 3-1-4-2. Davanti al portiere Baumann (1990), i tre centrali sono Vogt (1991), Hübner (1989) e Süle (1995), entrato nel giro della nazionale tedesca e nei piani dei grandi club. Il mediano è il capitano Rudy (1990), uno dei fedelissimi del ct Joachim Löw. Nella linea a quattro, a centrocampo, è decisivo il lavoro degli esterni Kaderabek (1992, Repubblica Ceca), a destra, e del mancino Toljan (1994). In fase di costruzione e di filtro lavorano Demirbay (1993) e Amiri (1996). Accanto a Wagner, invece, si muove Uth (1995), cinque gol in campionato.

EX UNDER 21 - Squadra solida, compatta, molto organizzata. Uno dei segreti dell’Hoffenheim è legato anche alla crescita del portiere Oliver Baumann, arrivato nel 2014 dal Friburgo. Quindici presenze, applausi, cinque partite chiuse senza subire gol. In totale ne ha incassati sedici. E’ alto un metro e 87, è nato a Breisach am Rhein il 2 giugno del 1990, è stato titolare della Germania Under 21. Ha ventisei anni e ha già disputato 213 gare in Bundesliga: l’esordio, con la maglia del Friburgo, risale all’11 settembre del 2010 (2-1 contro lo Stoccarda), a lanciarlo era stato il tecnico Robin Dutt. Personalità tra i pali, tempi giusti nelle uscite, ottimi riflessi, senso della posizione, si disimpegna bene anche quando deve usare i piedi. Sei rigori parati in carriera. L’Hoffenheim gli ha già offerto il rinnovo: Baumann ha un contratto fino al 2018.

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