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Wöber, la nuova scoperta dell’Ajax

Wöber, la nuova scoperta dell’Ajax

Difensore centrale, 19 anni, austriaco, ex Rapid Vienna, è costato sette milioni e mezzo di euro al club olandese.

 Stefano Chioffi

venerdì 6 ottobre 2017 16:44

ROMA - Lo strappo improvviso con Peter Bosz, che ha deciso il 6 giugno di firmare con il Borussia Dortmund, ha complicato i piani dell’Ajax, costretto a cercare un nuovo allenatore dopo il secondo posto in campionato e la finale di Europa League persa con il Manchester United. Adesso Bosz, classe 1963, governa la Bundesliga, è primo in classifica, ha conquistato diciannove punti in sette giornate ed è ancora imbattuto: il suo Borussia Dortmund, in questa parte iniziale della stagione, ha fatto saltare gli equilibri in Germania sfruttando i problemi del Bayern Monaco, che si è voluto separare a sorpresa da Carlo Ancelotti per richiamare Jupp Heynckes, l'uomo dello storico “triplete” centrato nel 2013. L’Ajax, invece, fatica a ingranare: è sesto, ha cinque punti di distacco dal Psv Eindhoven e ha affidato a Marcel Keizer, quarantotto anni, ex tecnico della squadra Under 20, il compito di creare le basi per un rilancio nel segno dei giovani, accettando anche il rischio di un campionato di transizione. Il club di Amsterdam non vince il titolo dal 2014, quando Frank De Boer completò il suo poker di trionfi sulla panchina dei lancieri.

LE STRATEGIE - Sostenendo un importante sforzo economico, i dirigenti biancorossi sono riusciti a blindare in estate il centravanti danese Kasper Dolberg, dopo il sacrificio legato alla cessione di Davy Klaassen all’Everton per ventisette milioni di euro. E’ stato riportato a casa anche Klaas-Jan Huntelaar, arrivato da svincolato dallo Schalke 04. La qualità e i talenti, comunque, non mancano, nonostante una classifica deludente. E oltre a David Neres, ala destra, vent’anni, passaporto brasiliano, ex San Paolo, cinque presenze e tre gol in Eredivisie, si sta facendo largo un difensore centrale: si chiama Maximilian Wöber, è austriaco, è cresciuto nel Rapid Vienna ed è costato alla fine di agosto sette milioni e mezzo di euro. 

LA SCHEDA - E’ mancino, gioca con la maglia numero 5, ha diciannove anni e ha festeggiato con un gol di sinistro la sua prima partita da titolare contro l’Heerenveen (4-0). Personalità in fase di marcatura e di impostazione: lancio lungo, un metro e 89, un contratto firmato fino al 2021. Si muove con ordine, è rapido nelle chiusure, è nato a Vienna il 4 febbraio del 1998, nel Rapid ha fatto registrare una crescita costante (ventiquattro partite e due reti tra coppe e campionato) ed è diventato subito uno dei pilastri della difesa a quattro di Marcel Keizer, che lo utilizza accanto a un altro baby d’oro, Matthijs De Ligt, classe 1999, già lanciato dall’ex ct olandese Danny Blind nella nazionale maggiore.

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