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La stanza delle meraviglie: la recensione del film di Todd Haynes
Cinema
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La stanza delle meraviglie: la recensione del film di Todd Haynes

Dopo l'acclamato Carol, il regista torna in sala con una storia magica, a cavallo tra passato e presente. Dal 14 giugno in sala.

Arriva al cinema, dopo la presentazione al Festival di Cannes del 2017, La stanza delle meraviglie, il nuovo film di Todd Hayne, che vede protagonista Julianne Moore in una magica storia tra passato e presente.

Quello che certamente colpisce nel film di Todd Haynes La stanza delle meraviglie, è il complesso argomentare sul concetto di conservazione degli oggetti e della relativa memoria che ogni cosa riesce a trattenere. Si tratta di qualcosa così semplice e scontato da diventare spesso difficile da raccontare, perché facilmente fraintendibile con la passione o l’ossessione per il normale collezionismo.

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Difficilmente nel cinema si è toccato in maniera così esatta il tema della raccolta delle tracce del quotidiano attraverso la sensazione di meraviglia. Viene certamente in mente il protagonista del delicato e struggente Ogni cosa è illuminata (2005) di Liev Schreiber, interpretato da un Elija Wood in stato di grazia, che raccoglieva normali oggetti legati al quotidiano e carichi di energia mnemonica, per poi conservarli appesi in bustine di plastica su una personalissima parete delle meraviglie.

Il film è distribuito da 01 Distribution in Italia ed è in sala dal 14 giugno.

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