Sparatoria di Jacksonville: quali le conseguenze per gli esports?
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Sparatoria di Jacksonville: quali le conseguenze per gli esports?

Morti e feriti nella sparatoria avvenuta a Jacksonville, negli Stati Uniti, a un evento esport. Cosa succede ora?

Il 26 Agosto 2018, a Jacksonville, Florida, si stava giocando il Madden NFL 19, un Torneo di videogiochi competitivi con un montepremi di $165.000. Gli spettatori erano molti e l’atmosfera era delle migliori: persone che si divertivano e facevano il tifo, giocatori che sul palco si impegnavano al meglio per vincere la competizione e per intrattenere gli accorsi. Quello che davvero nessuno si sarebbe aspettato era che potesse avvenire una strage in un simile contesto.

David Katz, ventiquattrenne di Baltimora, dopo essere stato eliminato dalla competizione, ospitata al centro commerciale The Landing, si è presentato sul luogo della manifestazione armato di pistola, e ha aperto il fuoco sul pubblico. Il bilancio è di due morti accertati e di una decina di feriti. In seguito, il giovano stesso si sarebbe tolto la vita con un colpo autoinferto. Sicuramente si tratta di una vera e propria tragedia: delle persone hanno perso la vita o sono state ferite mentre si trovavano in un luogo “sicuro” per assistere a un evento riguardante il loro videogioco preferito.

C’è però dell’altro: oltre le vittime fisiche e i loro familiari, a cui vanno le nostre condoglianze, l’intera community esport ha subito un durissimo colpo. Finora, le stesse misure di sicurezza in questo genere di eventi non erano state pensate per scongiurare un simile pericolo, ma è molto probabile che d’ora in avanti le cose cambieranno. È stata colpita una fetta della popolazione mondiale che ha un’unica passione, quella di divertirsi e di assistere a eventi appositamente organizzati. Certo, questo aspetto della situazione non è assolutamente grave quanto quello delle persone che hanno subito danni ben più seri ma è comunque qualcosa da prendere in considerazione. Sarebbe facile, a questo punto del discorso, lasciarsi andare a facili cliché come il libero commercio delle armi in America e la violenza nei videogiochi che genera (secondo alcuni) altra violenza nella vita reale, ma non è questo quello che vogliamo.

Ciò che questa breve riflessione punta a illuminare è che per la prima volta dall’affermazione del panorama competitivo dei videogames, delle vite sono state prese e altre messe in pericolo da qualcuno che, purtroppo, si è macchiato di un orrendo crimine. Fino a questo momento il nostro panorama era sempre stato caratterizzato da gioia, passione e tranquillità, ma quest’ultimo avvenimento in qualche modo potrebbe aver aperto una crepa in queste mura che ci eravamo eretti tutt’intorno.

Varrebbe anche la pena citare quello che è stato detto in queste ore riguardo la vicenda, ma farlo significherebbe dare adito a inutili polemiche e tornare a parlare dei luoghi comuni di cui sopra. Per questa ragione sorvoleremo la questione e ci limiteremo a mettere su carta le nostre speranze verso un’analisi più lucida e matura di quella che da molti è stata proposta. Gli esport sono un panorama emergente che raccoglie giovani e adulti delle più svariate fasce di età, etnie e generi, e per questa ragione noi stessi, in prima battuta, non dobbiamo permettere che tutto venga rovinato da avvenimenti come questo.

Per questo motivo l’augurio che tutti ci sentiamo di fare a noi stessi e a voi lettori è quello di riflettere a fondo su quanto accaduto, e di capire che purtroppo alcune persone (che siano in preda a un raptus d’ira o qualsivoglia altra ragione) non riescono a farlo. Continuiamo a tenere pulito e piacevole questo ambiente, e continuiamo a supportarlo andando ad eventi come quello di Jacksonville, ma facciamolo a cuor leggero, con la voglia di divertirci e di assistere a uno spettacolo che non capita tutti i giorni di vedere.

Servizio a cura di GEC - Giochi Elettronici Competitivi

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