Hearthstone Masters: intervista al giocatore professionista Luca Bertelli
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Hearthstone Masters: intervista al giocatore professionista Luca Bertelli

La scorsa settimana è stato presentato il nuovo volto dell'esport di Hearthstone. Abbiamo intervistato il giocatore professionista Luca Bertelli per uno sguardo approfondito ai cambiamenti.

Dopo mesi di attesa Blizzard ha finalmente rotto il silenzio e svelato come intende organizzare i suoi tornei di Hearthstone nel 2019, di cui abbiamo ampiamento discusso anche sul Corriere dello Sport.

NUOVO FORMATO: dopo anni di formato Conquest si passa allo Specialist, dove un giocatore deve scegliere un solo eroe e costruire 3 mazzi che abbiano come minimo 25 carte in comune.

HEARTHSTONE MASTER: in una data stagione ci sarà un unico grande torneo con minimo 250.000 dollari in palio e per qualificarsi sarà necessario vincere un singolo Qualifier online. Un Qualifier è aperto a tutti, non richiede un minimo di Punti Competitivi e mette in palio buste di carte di Hearthstone.

Le implicazioni dei cambiamenti sono numerose e per approfondirle abbiamo contattato il giocatore professionista di Hearthstone e capitano del Team QLASH Luca “Bertels” Bertelli.

La prima cosa che salta all’occhio è sicuramente il nuovo formato Specialist. Quali sono le implicazioni maggiori di questo cambiamento per chi desidera competere seriamente su Hearthstone?

Il cambiamento sarà su più fronti a partire da una diminuzione dei costi per chi vuole iniziare a competere ma anche a livello professionistico, poiché si passa da un totale di 120 carte divise in quattro mazzi ad un massimo di 40 carte divise in tre mazzi.

Altro cambiamento sostanziale sarà quello dell’approccio del giocatore professionista allo studio del gioco: se prima era richiesto avere una buona conoscenza delle basi di ogni singolo eroe e mazzo per riuscire a giocare multiple combinazioni, ora sarà più conveniente diventare, come suggerisce il nome del formato, dei veri e propri specialisti di un singolo eroe andandone a scoprire ogni singolo segreto per spingerlo al massimo delle sue potenzialità.

C’è chi teme che il dover portare una sola classe possa avere gravi conseguenze sulla varietà delle partite e che i problemi del bilanciamento saranno ancora più esposti, qual è la tua opinione?

Non posso dare una risposta certa perché attualmente non ci sono state prove serie per un sufficiente periodo di tempo. Il bello di Hearthstone è che ogni classe ha dei tratti distintivi che la rendono più adatta a determinate strategie piuttosto che altre e per questo arriveremo, a mio avviso, a vedere in gioco magari non tutte ma gran parte delle classi.

Di fatto lo Specialist incentiva i giocatori appassionati di una singola classe a creare mazzi innovativi e a fare esperimenti che prima non portavano a nulla, competitivamente parlando. Questo tipo di formato è molto simile a quello di molti giochi di carte tradizionali dove in una serie di partite si può attingere al “side deck”, una serie di carte pronte per essere sostituite all'occorrenza con altre del nostro mazzo tra una partita e l'altra.

Sono convinto della bontà del cambiamento e penso sarà anche più bilanciabile per gli sviluppatori del gioco una situazione dove non si devono incastrare quattro eroi differenti. Una volta intrapresa questa strada si potrà anche pensare, se necessario, di aumentare il numero di carte scambiabili tra i tre mazzi in modo tale da poter differenziare maggiormente le tre versioni dell'eroe che porteremo.

Passiamo adesso ai nuovi Hearthstone Masters. Il primo gradino è quello dei Master Qualifier, tornei esclusivamente online che fungeranno da “ingresso” per gli aspiranti campioni. Dal punto di vista del capitano di un team quali sono i loro vantaggi e svantaggi?

La grande novità di questo sistema di qualificazione al circuito ufficiale Blizzard è che adesso la ladder non è più una tappa obbligata. Il vantaggio sarà sicuramente che, una volta qualificati tramite uno di questi tornei, per i restanti mesi prima del Master Tour ci si potrà concentrare sull'allenamento senza dover spendere centinaia di ore nella modalità classificata di Hearthstone. Prima l'impegno per qualificarsi si protraeva per mesi senza possibilità di riposarsi psicologicamente.

D'altro canto però, è altrettanto possibile che premiando con la qualificazione solo il primo classificato di ogni Qualifier, un giocatore professionista non riesca a qualificarsi per quella stagione. C'è anche da dire che i premi in buste di carte sono un ottimo supporto sia per i nuovi giocatori che per i veterani che non hanno un team alle spalle che li supporti.

L’unica cosa che mi fa storcere il naso nell'intero ecosistema è il divieto di partecipare a un nuovo Qualifier dopo che ci si è qualificati per quella stagione. Questo tipo di scelta non è mai stata imposta prima e sicuramente limiterà le possibilità di allenamento al di fuori del gruppo di lavoro rappresentato dal team.

Che ripercussioni potrebbero esserci nel reclutamento delle nuove leve in questo sistema?

L'attenzione dei team sicuramente si concentrerà su quei giocatori che si distingueranno nei Qualifier. Bisognerà però capire se le organizzazioni preferiranno puntare a formare squadre numerose o meno, essendo che il primo livello sarà solo online e che permette pochissime qualificazioni alla volta.

Passiamo ora al secondo livello, le tappe del Master Tour. Al posto di una lunga serie di eventi dal vivo di varie dimensioni e importanza ce ne sarà uno solo per stagione, ogni volta in un nuovo continente. Invece che ai primissimi classificati il montepremi sarà distribuito a un terzo dei partecipanti e sarà parzialmente finanziato dagli acquisti dei giocatori su Hearthstone. Si tratta di un passo avanti o indietro?

Penso che questo cambiamento rappresenti un passo avanti notevole per il competitivo del gioco. Culturalmente nei giochi di carte tradizionali si è sempre andata a premiare la consistenza e non solo il singolo risultato del vincitore.

Per un giocatore senza team, affrontare il viaggio del torneo senza una possibilità certa di ritorno economico era praticamente insostenibile. L'innalzamento del montepremi garantito da Blizzard, che sarà sommato a quello del crowdfunding dai giocatori, insieme all’allargamento della platea dei giocatori a premio è qualcosa di sicuramente positivo.

Blizzard non ha ancora rivelato dettagli precisi sul terzo livello del nuovo esport di Hearthstone, il Grandmaster. Se però tu potessi stilare una “lista dei desideri” per l’esport perfetto quale sarebbe? Sia dal punto di vista del giocatore che dello spettatore.

Quel che mi piacerebbe da giocatore ed anche da spettatore sarebbe vedere un formato unico nel suo genere, con un regolamento personalizzato per l’occasione: per esempio la variazione del numero di carte di differenza nello Specialist o regole più particolari che rendano le partite di quel circuito uniche e interessanti da vedere.

Ragionando da giocatore non ho niente da chiedere e spero di qualificarmi. Blizzard ha dichiarato che sono stati stanziato 4 milioni di dollari nel competitivo 2019 e i tornei annunciati fino ad ora coprono solo 750.000 dollari. Quindi chi riuscirà ad accedere al terzo livello potrebbe avere la possibilità di vivere solo facendo tornei di Hearthstone.

Appassionato di giochi di carte sin da bambino Luca “Bertels” Bertelli si appassiona inizialmente a Yu-gi-oh e Magic per poi cambiare strada e dedicarsi al famoso MMORPG Blizzard World of Warcraft nel quale raccoglie ottimi risultati militando in alcune tra le migliori gilde italiane e mondiali. Nel 2014 si sposta su Hearthstone, gioco che unisce le sue due più grandi passioni: i giochi di carte e il mondo di World of Warcraft ed entra subito nel circuito competitivo nazionale prima vestendo la maglia di capitano del team Powned, poi del team Tom’s Hardware ed infine del team QLASH di cui è attualmente capitano e coach.

Servizio a cura di GEC - Giochi Elettronici Competitivi

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