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Vite da caster: le basi

Vite da caster: le basi

Il caster, una figura mitologica, quasi inarrivabile,eppure dietro a giacca e cravatta si nasconde una persona in carne ed ossa. Un ragazzo o una ragazza che ha lavorato sodo per ricoprire un ruolo così importante nelle trasmissioni.

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giovedì 19 aprile 2018 11:02

Il pubblico generico spesso inizia con una domanda: ma chi, o cosa, sono i caster? La risposta più semplice da dare è paragonarli ai telecronisti: i caster sono i commentatori delle partite, che si tratti di MOBA o FPS poco importa, la base è sempre la stessa. Il commentatore intrattiene il suo pubblico facendogli notare particolari del gioco che potrebbero sfuggirgli, spiegandogli le strategie usate e meccaniche particolari, il caster accompagna lo spettatore attraverso le azioni più interessanti facendogli vivere il momenti con più entusiasmo possibile.

È il cantastorie, colui che rispolvera le vicende passate e le narra ai nuovi ascoltatori. Una figura fondamentale per le trasmissioni eSportive. Vi sono però diversi stili di cast, da quello più tecnico al puro play by play, ovvero colui che commenta ciò che succede, passo per passo, in una determinata azione. Anche l’approccio al cast può essere più o meno serioso, arricchito con battute e invettive scherzose oppure condito da capi di vestiario particolari, parrucche esuberanti e occhiali stravaganti. Ogni caster decide di avere una sua impronta, un suo stile particolare che lo aiuta a farsi riconoscere all’interno delle trasmissioni.

Ma alla base c’è sempre un fattore comune: puoi essere tech/color caster, più focalizzato sulle analisi, o un play by play ma alla base ci sono delle regole da seguire, dei tempi da rispettare e dei paletti vocali da non superare. La voce è lo strumento fondamentale per un caster, una buona impostazione vocale rende il cast più orecchiabile e piacevole per il pubblico. La dizione è altrettanto importante, lo scopo è arrivare a più persone nella maniera più chiara possibile e quindi avere una buona dizione aiuta alla comprensione ottimale di ciò che si sta dicendo.

Il diaframma, inoltre, è il miglior amico di un caster. Usando il diaframma non ci sono molti sforzi da parte della voce e si evita di perderla inutilmente. L’uomo utilizza tre tipi di parlato: di gola, il più usato sul quale facciamo affidamento ogni giorno per comunicare, di testa, più alto rispetto agli altri, con il quale si riescono a prendere le note più alte e si raggiunge una maggiore estensione vocale, e infine di diaframma, che consiste nello spingere la colonna d’aria dai muscoli del diaframma fino alla bocca, il suono risulterà più profondo e non si farà fatica nell’usare la propria voce.

Oltre a questo, una cosa fondamentale di cui tenere conto sono i tempi di cast. Il tutto consiste in un dialogo tra i due commentatori che devono quindi passarsi la palla al balzo. Non ci può essere troppo distacco tra loro, quindi sentirne parlare uno per 5 minuti e l’altro per 2 non è armonico ai fini del cast. Il giusto bilanciamento è la chiave di tutto. Studiare i tempi e l’impostazione vocale richiede esercizio: vi sono corsi specifici da seguire per i commentatori sportivi oppure si può intraprendere il percorso teatrale per migliorare dal punto di vista vocale. La cosa fondamentale però, è l’esercizio: allenarsi ogni giorno aiuta incredibilmente l’impostazione di un caster.

Saper utilizzare un lessico variegato è uno strumento vincente nelle tasche del commentatore che non annoierà il pubblico con le stesse dieci frasi di rito che altrimenti renderebbero il tutto monotono e ripetitivo. La figura del caster spesso viene criticata e incompresa dai molti, ogni gioco ha uno stile da seguire, delle nozioni da sapere assolutamente. Alla base però c’è sempre lo stesso lavoro da fare: è importante avere le fondamenta su cui costruire con costanza e dedizione il proprio stile e farsi apprezzare per questo, rendersi unici nel proprio lavoro.

Una volta ottenute le basi del cast bisogna lavorare sulla conoscenza del gioco, sulle particolarità del titolo in questione ma soprattutto capire ciò che è imprescindibile dall’essere detto o meno in quel momento. Riuscire a scindere le cose importanti da quelle meno importanti, decidere quando dirle e focalizzarsi su ciò che il pubblico vuole sentirsi dire. Il lavoro del caster è complesso e per nulla semplice, per conoscere meglio questo ambiente nelle prossime settimane ci faremo aiutare dai migliori commentatori italiani del momento che ci spiegheranno come si sono avvicinati a questo mondo e ci daranno dei consigli per chi vuole intraprendere lo stesso percorso.

Servizio a cura di GEC - Giochi Elettronici Competitivi

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