Novità al PG Nationals Predator: intervista a Ryko, toplaner dei Cyberground
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Novità al PG Nationals Predator: intervista a Ryko, toplaner dei Cyberground

Mancano meno di due settimane all'inizio del Summer Split, e due nuove squadre si sono aggiunte alla competizione: Cyberground Gaming e Racoon. Iniziamo dalla formazione di Palermo.

Abbiamo scambiato due chiacchiere con Giuseppe Natile, noto anche come Ryko, toplaner per i Cyberground. Raccontaci come hai iniziato la tua carriera.

Ho iniziato a giocare nel 2013, ma mi sono interessato agli esports solo guardando le finali del Lucca Comics nel 2015. Da lì ho iniziato ad impegnarmi fino all'anno scorso, quando sono entrato nel team degli OutPlayed: lì mi sono accorto di poter dare veramente il meglio di me, perché sentivo di avere un vero team alle spalle.

Hai iniziato la tua carriera principalmente come carry player, ma poi Oromë ti ha sostituito. Come ha influito questo sulle tue performance e sulla tua fiducia?

Sin dall'inizio sapevo che avrei dovuto impegnarmi al massimo per rimanere titolare. Giocando insieme e vedendo come si approciava al gioco però ho capito la differenza che c’era tra il mio livello e il suo. Anche giocando con e contro i suoi ex compagni di squadra, mi accorgevo di non essere in grado di reggere il confronto. Lui era veramente un player quasi professionista. Dopo che il mio contratto con gli OutPlayed è scaduto, ho deciso di cambiare squadra.

Per questo Summer Split infatti giocherai nei Cyberground Gaming e vi siete qualificati da poco al PG Nationals. Quanto in alto può arrivare la vostra rosa?

Obiettivo sicuramente raggiungibile è minimo top 4 in Italia. Come potenziale, penso che pensiamo vincere contro tutti, ma Forge e OP con gli innesti europei sono e saranno ancora un passo avanti a tutti. Sono entrato in questo team perché penso che possiamo essere veramente i migliori e il potenziale c’è, soprattutto nel nostro midlaner Decay. Certamente abbiamo ancora delle lacune, ma sono cose che sicuramente miglioreremo.

Subito dopo la finale del PG Nats, abbiamo intervistato Beansu e mi ha detto che non esistono altri toplaner in Italia oltre a lui e Oromë. Sei d'accordo?

Oggettivamente ha ragione, per come vede lui il gioco. Toplaner a quel livello non ce ne sono, non ora e non in Italia. Io stesso non credo di essere al loro livello attualmente. Non ci sono giocatori italiani che possono reggere il confronto con quelli europei e serve che la scena cresca ancora molto prima di arrivare a quel punto.

Con l'ampliamento del PG Nationals, ora ci sono 8 team che competono. Pensi che questo aumenterà o diminuirà il livello della competizione?

Non saprei dire con certezza, ma di sicuro con il metodo degli Open Qualifier le squadre che sono entrate hanno dimostrato di essere forti, quindi secondo me il livello si è alzato. Ad esempio, noi abbiamo partecipato in tutti e tre i Qualifier, vincendo poi il terzo. Abbiamo dovuto migliorare e lottare per arrivarci, quindi questo fa sicuramente bene alla competizione. Inoltre rispetto allo split scorso mi sembra ci sia più equilibrio tra le varie squadre: se prima vedevo Forge, OP e nessun altro, ora invece c'è più competizione.

Parlando di EU Masters invece: l'Italia ha disputato solo due partite, rappresentata dai Forge. Qualunque siano stati i problemi, pensi che siano diffusi in ogni squadra italiana? Secondo te manca qualcosa alla nostra scena per salire al livello successivo, o è soltanto stato un cattivo sorteggio?

Sicuramente entrambi, si vedeva la differenza tra loro e i Movistar Riders. Però è anche vero che in Italia non abbiamo ancora le risorse necessarie per competere: nel caso dei Forge, anche solo avere due giocatori italiani li ha messi in difficoltà. E' una differenza di mentalità: in Italia non c'è abbastanza gente che dedica la propria vita a League, quindi bisogna ricorrere a giocatori europei se si vuole competere ad alti livelli. Questo però non basta a rendere il team competitivo: dovrebbero essere gli italiani stessi a migliorare per raggiungere il livello che si trova nel resto dell’Europa.

Proprio in questi giorni si sta disputando l’MSI, il torneo internazionale di metà stagione, sono i Fnatic a rappresentare l’Europa. Cosa ne pensi delle loro performance finora?

In realtà sono stupito: gli europei hanno dimostrato di avere la possibilità di vincere anche contro i coreani, cosa che fino ad un paio di anni fa era impensabile. Si vede che l'ambiente a livello europeo sta crescendo velocemente, possiamo dire di essere verso lo stesso livello e quasi tutte le regioni si stanno rivelando essere degne di affrontare i campioni coreani.

“The gap is closing”?

The gap is closing.

Sempre in tema Europa: gira voce che il jungler italo-cinese Shadow giocherà in Spagna il prossimo Split. Cosa ne pensi di questa "fuga di tastiere"?

Dipende dalla quantità di investimenti: molti italiani non vedono ideale giocare in Italia, perché ci si accontenta di competere contro giocatori mediocri. Ma mi aspetto che in anche pochi anni la situazione possa migliorare con investimenti che puntano ad invogliare i giocatori a rimanere in Italia. E infatti anno dopo anno secondo me il livello si alza. Anche il numero dipende dalla qualità: lentamente si alzano tutti i numeri e questo può fare solo bene.

Ti ringraziamo per il tempo dedicatoci e auguro buona fortuna ai Cyberground per un grande split d’ingresso.

Grazie, non deluderemo i nostri fan.

Servizio a cura di GEC - Giochi Elettronici Competitivi

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