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La storia sociale e i miti di Roma affiorano sul Tevere

La storia sociale e i miti di Roma affiorano sul Tevere

Dalla patina grigia degli argini prende vita l'opera di rinnovamento urbano di William Kentridge "Triumphs and Laments"

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venerdì 25 marzo 2016 11:02

Un progetto di dimensioni eccezionali, appositamente ideato e creato per la città di Roma che giorno per giorno sta prendendo forma sui muraglioni di travertino che cingono il fiume Tevere. Per opera dell’artista sudafricano William Kentridge, conosciuto in tutto il mondo per la forza evocativa delle sue opere, nel tratto delle banchine del Tevere, tra Ponte Mazzini e Ponte Sisto, sta nascendo una grande opera site-specific che esplora la storia sociale della Capitale dalle origini a oggi, attraverso più di 80 silhouette. Mussolini a cavallo, Pierpaolo Pasolini, il cadavere di Aldo Moro, l’estasi di Santa Teresa, le bombe su Roma durante la guerra e Anita Ekberg, alcune delle figure di "Triumphs and Laments", “trionfi e lamenti”, dall’età dei miti al presente.

Il fregio di Kentridge rappresenta come l’arte sia l’indispensabile catalizzatore del rinnovo urbano, per questo pensato nel cuore della città e in un’area marginale e degradata come l’argine del fiume. Si sviluppa su una lunghezza di 550 metri e raggiunge i 10 metri d’altezza; la tecnica utilizzata non prevede l’uso né di vernici né di pittura, ma solo e soltanto la rimozione selettiva della patina biologica accumulatasi sulle mura di pietra nel corso degli anni. Una tecnica non invasiva, inventata e utilizzata in primo luogo da Kristin Jones, nella parata iconica di lupe romane (She-Wolfes), in occasione del Solstizio d’Estate, installazione artistica del 2005 nello stesso tratto fluviale. Come questa anche l’opera di Kentridge è temporanea e reversibile, negli anni svanirà senza lasciare traccia e senza alcuna alterazione dei luoghi.

La si potrà ammirare in tutto il suo splendore a partire dalle due giornate d’inaugurazione, il 21 e 22 aprile 2016, che non a caso coincideranno con il Natale di Roma. La vista dell’opera sarà aperta al tramonto, accompagnata dalle musiche di Philip Miller appositamente composte per l’occasione e da due processioni musicali in movimento sugli argini con grandi ombre danzanti sulla scenografia dei fregi di Kentridge. Un sofisticato sistema audio diffonderà voci e suoni: i “trionfi” e i “lamenti” che darà vita all’opera stessa.

“Triumphs and Laments” è un progetto promosso dall’Associazione TEVERETERNO Onlus, con la direzione artistica di Kristin Jones, e da Roma Capitale.

 

Photo Credit: Leonardo Puccini

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