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Amedeo Minghi: "Spalletti bravo ma perché litigare con Totti?"

Amedeo Minghi:

Il cantautore romano esce con "La bussola e il cuore", un cofanetto di inediti e rarità per festeggiare i 50 anni di carriera: "La proprietà americana non mi piace. L'addio di Sabatini? Devo ancora metabolizzare la notizia"

 Simone Zizzari

giovedì 13 ottobre 2016 11:16

ROMA - "Totti è immortale, è il giocatore più forte che ho mai visto giocare nella Roma. Purtroppo ha vinto poco in carriera, o almeno non quanto avrebbe meritato. Anche se una coppa del Mondo e uno scudetto non sono proprio cose da buttare...". Il romanista e, soprattutto, grande artista italiano Amedeo Minghi torna sulle scene con un triplo cd per festeggiare cinquant’anni di carriera in musica. Si intitola "La bussola e il cuore" il cofanetto che racchiude tre album fra inediti, classici e rarità. La pubblicazione di queste nuove canzoni colma un vuoto lungo undici anni, la distanza dalle ultime registrazioni in studio. Abbiamo raggiunto il cantautore romano 69enne per parlare della sua carriera, di questa nuova fatica discografica (che uscirà il 14 ottobre) e di calcio, della sua Roma in particolare. "Cosa mi piace della squadra di Spalletti? E' in grado di produrre un gran bel gioco. Il problema della Roma è un altro: non riesce ad imporsi in campo internazionale. A Spalletti regalo un bel 7+. Per me è un ottimo allenatore, molto competente e sta facendo un buon lavoro a Trigoria. Io però non riesco a capire questo suo rapporto conflittuale con Totti, probabilmente generato dal fatto che la grandezza del capitano mette un po' in ombra la figura del tecnico. Però Spalletti deve capire che Totti è ancora un grande giocatore, che ha voglia di scendere in campo e divertirsi. Avete visto ancora che lanci che è capace di fare?".


La convince la proprietà americana?

No, non mi piace. Questa società e questa squadra potrebbero fare molto di più.

Come giudica l'addio di Sabatini?

E' una notizia ancora troppo fresca, la devo metabolizzare prima di poterne parlare. Sarò molto curioso di capire cosa ne pensano i tifosi. 

Lei è stato eletto "cavaliere della Roma" durante la presidenza di Franco Sensi. Porta questo titolo con orgoglio?

Certamente! Nel mio studio accanto ai miei successi discografici tengo in bella vista una teca con dentro i quattro euro celebrativi coniati dopo la grande vittoria della Roma contro la Juventus con lo storico gesto di Totti "quattro e a casa" rivolto a Tudor. Se lo ricorda? 

E' l'unico ricordo giallorosso in bacheca?

No, ho anche una bella foto che mi ritrae mentre ritiro la medaglia di cavaliere della Roma dalle mani di Franco Sensi. Eravamo in Campidoglio. Una giornata da incorniciare, proprio come la foto. 

Ripensando alla sua lunghissima carriera, si può ritenere un artista soddisfatto?

Come non potrei esserlo, basta vedere i successi che ho ottenuto fin qui. E' stata una carriera intensa, piena di emozioni e di ripartenze. Nel corso dei miei 50 anni ho variato la produzione realizzando album più commerciali e non, prediligendo a volte dischi più intimi, diversi, fatti soprattutto per i miei fan di lungo corso. 

Come mai per celebrare i 50 anni di carriera ha scelto un lavoro così complesso?

Non era più semplice fare solo un disco di inediti? Per festeggiare i miei 40 anni di carriera avevo pubblicato un best of. Stavolta volevo fare qualcosa di più, regalare a tutti canzoni nuove e rarità. Ho voluto raccontare il Minghi di ieri, oggi e, soprattutto, domani. Io penso sempre al futuro, ho già molti progetti in mente.
Cosa ha fatto in questi 11 anni di silenzio?Non sono stato affatto con le mani in mano. E' vero, non ho fatto album nuovi ma ho pubblicato dei dvd con alcuni miei concerti: mi sono dedicato a realizzare prodotti più intimisti.

E' previsto anche un tour? 

Sì. Il prossimo 5 dicembre presenterò l'album al Brancaccio di Roma e poi da metà gennaio sarò in giro per un tour teatrale. 

A quale momento della sua carriera è rimasto più legato?

Al periodo de "L'Immenso" uscito nel 1976. Il brano fece il giro del mondo e mi permise di trasformare la mia passione in un lavoro. Tengo nel cuore anche l'incontro con Giovanni Paolo II che apparse anche in un mio videoclip. Un Papa in un videoclip, una cosa mai successa nella storia della musica, credo. 

Si trova a suo agio con i social network?

Francamente non tanto ma devo dire che sono ormai il vecolo promozionale migliore che ci sia. Il passaparola social ni ha sorpreso per davvero e me ne sono accorto in occasione dell'uscita di questo lavoro: è già al terzo posto nelle prevenndite di iTunes! 

Cosa ne pensa dei reality show musicali?

Farebbe mai il giudice ad uno di questi programmi? Ormai nob basta più suonare nei locali per far conoscere la propria musica. I ragazzi di oggi vengono gettati nella mischia, a giocarsi il tutto in una manciata di minuti in queste corride televisive dove o la va o la spacca. Devi essere fortunato, apparire bene, devi essere esteticamente vendibile altrimenti non se ne fa nulla. Purtroppo non riesce ad emergere nuova musica d'autore semplicemente perchè non c'è più la voglia o la possibilità di attenderla. La pazienza è un lusso che la tv non può avere. Mancano i soldi per poter allenare e far crescere un possibile talento. Tutto deve essere immediato e funzionale, altrimenti non se ne fa nulla. La musica di oggi è questa. 

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