IN Roma

IN Roma

Vedi Tutte
IN Roma

Antonio Giuliani: «Recital, uno show divertente che fa anche riflettere»

Antonio Giuliani: «Recital, uno show divertente che fa anche riflettere»

Il comico romano, grande tifoso giallorosso, dopo l'esordio del 25 agosto torna All'Ombra del Colosseo il 3 e l'8 settembre con uno spettacolo «che parla di Roma, dei romani e di molto altro»

Sullo stesso argomento

 

martedì 29 agosto 2017 16:30

Dopo un anno di assenza l’Estate Romana è tornata ad arricchirsi con una delle manifestazioni più divertenti dell’intero programma. Si torna a ridere All’Ombra del Colosseo e si torna a ridere con Antonio Giuliani. Il comico romano (grande tifoso giallorosso) è, infatti, tra le punte di diamante della kermesse che in questa edizione è tornata all’interno del Parco del Colle Oppio, proprio lì dove tutto era cominciato nel 1990. E dopo l’esordio di venerdì 25 Antonio Giuliano ha in serbo per il suo pubblico non solo il bis ma anche il tris. L’appuntamento è per il 3 e l’8 settembre sempre con Recital, «uno spettacolo che parla di Roma e dei romani, dell’immigrazione, degli smartphone e di tante altre cose».

 

Tre spettacoli in due settimane in una delle manifestazioni più importanti dell’Estate romana che finalmente torna dopo un anno di assenza. Che tipo di spettacolo è Recital?

«Il 3 e l’8 settembre sarò di novo All’Ombra del Colosseo con Recital, uno spettacolo che parla di molte cose: di Roma, dei romani, di come stiamo trattando la città, della divisione tra Roma Nord e Roma Sud, oggi più evidente che mai, ma anche di molto altro. Lo show tocca temi come la comunicazione e gli smartphone che ci portano ad interagire sempre meno, ci mandiamo sempre più messaggini, emoticon e faccine: c’è grande ipocrisia nascosta dietro questi smartphone. Tanti magari stanno mandando un messaggio all’amante e non si accorgono di stare sulla pagina della moglie. Recital parla anche dell’immigrazione, in senso positivo. Noi italiani non possiamo lamentarci degli immigrati, possiamo lamentarci della regolamentazione».

 

Cosa deve aspettarsi il pubblico da questo show?

«È uno spettacolo divertente e ricco di battute, mai volgari, che fa anche riflettere. È uno spettacolo che si focalizza anche su come noi italiani siamo visti all’estero e su come noi vediamo i turisti nella nostra città. E poi c’è questo bellissimo finale dedicato al sorriso di Ciro, un bambino di 11 anni che ha deciso di salvare la vita ai suoi due fratelli. Lo spettacolo finisce con una sequenza di fotografie di  persone famose e non solo, giovani, anziani, tutti con il sorriso. Ridere fa bene, attiva le nostre cellule immunitarie e ridendo c’è chi ha sconfitto grandi mali». 

 

La gente, le persone, i loro vizi e le loro virtù, il rapporto tra uomo e donna, moglie e marito. Molti dei suoi spettacoli nascono da qui. Quando ha capito che questa poteva essere una chiave di lettura vincente per far ridere il suo pubblico?

«L’ho capito con il tempo. Ho iniziato scrivendo le cose che vedevo per strada, principalmente quelle che succedevano a me. Per esempio una volta ero con mia moglie in macchina, ancora non eravamo nemmeno sposati, e arriva una macchina che passa con il rosso e rischia di investirci. Ci siamo spaventati moltissimo, poi quando mi sono reso conto che questa macchina era una Uno Red allora per far ridere mia moglie che era spaventatissima le faccio: “Ma l’hai vista quella Uno Red pensa se tamponavamo e scendeva e ci faceva io non me so mosso me sei venuto addosso (ride)”.  Le cose nascevano così, dalla vita quotidiana e poi vedevo che sul palco funzionavano.  Con il tempo poi mi sono innamorato della prosa, in 9 anni col mio autore abbiamo scritto e portato in giro per tutta Roma 12 commedie prime. Però quando parlo in romano la gente si ammazza dalle risate, è una chiave di lettura che funziona sempre e me la tengo e di tanto in tanto la inserisco nei miei spettacoli».

 

Lei è un grande tifoso della Roma. Qual è stato il primo momento giallorosso di sempre di Antonio Giuliani?

«Ero molto piccolo, non ricordo di preciso l’anno. Mio padre non aveva trovato i biglietti per un Roma-Lazio di Coppa Italia e allora mi portò sulla Madonnina di Monte Mario e quel giorno capii e scelsi subito di essere tifoso della Roma. Dalla Madonnina si vedeva solo metà del campo e la Roma vinse 1-0 con gol di Bruno Conti proprio in quella metà campo. Da lì è stato amore per sempre ed è stato irradiato in tutta la mia famiglia, gatto compreso».

Articoli correlati

Commenti