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Il consiglio cinematografico della settimana: Lo chiamavano Jeeg Robot

Il consiglio cinematografico della settimana: Lo chiamavano Jeeg Robot

Nel panorama del cinema italiano, il film con Claudio Santamaria e Luca Marinelli è un riuscitissimo esperimento di genere supereroistico 

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martedì 1 marzo 2016 15:29

In una Roma sconvolta da attentati senza rivendicazione, il ladruncolo Enzo Ceccotti (Claudio Santamaria) cade nel Tevere per sfuggire all’arresto. Quando esce dall’acqua scoprirà di avere una forza sovrumana e la capacità e di rigenerare il suo corpo. Dopo un lavoro andato male, si prenderà cura di Alessia (una meravigliosa Ilenia Pastorelli alla prima esperienza cinematografica), la figlia di un altro criminale, ossessionata dal cartone animato Jeeg Robot d’acciaio. Ceccotti finisce per scontrarsi con il boss di Tor Bella Monaca, lo Zingaro (Luca Marinelli) per evitare un attentato allo stadio Olimpico.

Girato e prodotto dall’esordiente Gabriele Mainetti, Lo chiamavano Jeeg Robot è un film che coniuga perfettamente l’universo dei supereroi “americani” con la grammatica autoriale italiana e il gusto europeo. Un film saldo e maturo, con personaggi curati nel dettaglio fino all’ossessione (Ceccotti mangia solo yogurt e in casa ha solo dvd pornografici) e che usa la cultura popolare per raccontare i demoni di uomini, donne e una società al declino. 

Nella settimana tra il 22 e il 28 febbraio, Lo chiamavano Jeeg Robot è stato visto da più 115mila persone incassando oltre 800mila euro. 

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