Underworld: Blood Wars, la recensione

La guerriera Selene si perde in una storia che via via si è fatta sempre più complicata. Resta il divertimento di un film visivamente inattaccabile
Underworld: Blood Wars, la recensione
1 min

ROMA - La guerra fra vampiri e licantropi è tutt'altro che finita. Il quinto (e ultimo) capitolo della saga Underworld, cominciata ben 14 anni fa, lascia il segno senza però graffiare come dovrebbe.

Le atmosfere gotiche ci sono, Kate Beckinsale resta ancora in sella nonostante gli anni che passano. Eppure l'impressione è che questa saga ormai si appoggi troppo agli effetti visivi (straordinari come sempre) per colmare una lacuna di idee e spunti. Manca un po' di anima a questo Underworld: Blood Wars. Ci si diverte a vedere gli scontri al limite del reale, le spade sguainate e al sangue che non smette di scorrere. Però è tutto un po' troppo superficiale con la guerriera Selene che si perde nei troppi rami da seguire in una storia che nel corso del tempo si è fatta un po' troppo complicata. 


© RIPRODUZIONE RISERVATA