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Online – connessioni pericolose, ecco la serie sul cybercrime

Online – connessioni pericolose, ecco la serie sul cybercrime

Un viaggio in otto puntate attraverso i "delitti del nuovo millennio": dal caso di Carolina Picchio a quello di Tiziana Cantone su Sky Crime+Investigation da domani 20 giugno

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lunedì 19 giugno 2017 18:20

Carolina, Andrea, Natalia, Laura, Tiziana e tanti alti ancora. Sono loro i protagonisti di Online – connessioni pericolose, la nuova produzione di originale A+E Networks Italy, realizzata in collaborazione con la Polizia di Stato e condotta dalla giornalista Elena Stramentinoli (Presa Diretta). Una nuova serie Tv - prodotta da Leonardo Godano e Emanuele Cava per Ascent Film, diretta da Christian Letruria, con autori Matteo Billi, Fausto Massa e Paolo Palmarocchi - in otto puntate che racconta i casi più importanti e tragici di cybercrime sviluppati in Italia negli ultimi anni. Si parte domani, martedì 20 giugno alle 22, con un doppio appuntamento in prima visione assoluta su Crime+Investigation (in esclusiva su Sky al canale 118). La serie, che proseguirà con due episodi settimanali, ha l’obiettivo di mettere in luce le diverse tipologie di cybercrime e di richiamare l’attenzione a queste nuove ma pericolosissime forme di crimine. 

Stalking, pedopornografia, cyber bullismo, sex extortion, truffe online. Ecco solo alcuni dei “delitti del nuovo millennio” che ogni anno colpiscono circa 400 milioni di persone al mondo, crimini spesso invisibili ma che nascondono tragedie incredibili. È il caso di Carolina Picchio al quale è dedicato il primo episodio. Carolina è una quattordicenne studentessa che morì suicida nel gennaio del 2013 in seguito alla diffusione in rete di un video a sfondo sessuale che la vedeva protagonista. La storia di Carolina nella sua tragicità ha determinato una svolta epocale in ambito legislativo: il 18 maggio 2017 la Camera ha approvato all’unanimità la legge che definisce il fenomeno del cyber bullismo.

Online – connessioni pericolose va avanti con le storie di Andrea Spezzacatena, il ragazzo di 15 anni morto anche lui suicida perché bullizzato a scuola per aver indossato dei pantaloni rosa,  di Natalia, vittima della cosiddetta sex extortion, di Laura, vittima del revenge porn, di Ilaria, della sconvolgente storia di un imprenditore pedofilo, fino all’ultimo noto caso, quello di Tiziana Cantone. Tutti casi che il potere comunicativo dei social ha contribuito ad alimentare, tutti casi che devono invitare riflettere su tutte le connessioni pericolose.

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