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Spielberg con Ready Player One tra passato presente e futuro

Spielberg con Ready Player One tra passato presente e futuro

Nel cast Tye Sheridan e Mark Rylance, in una storia in bilico tra reale e virtuale che rielabora la cultura pop

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mercoledì 28 marzo 2018 16:49

Oggi arriva uno dei titoli più attesi dell’anno. Sbarca in sala Ready Player One, tratto dall’omonimo best seller di Ernest Cline. Regista e soprattutto narratore che ha affrontato ogni tipo di genere, dalla fantascienza al drammatico, passando per il biopic storico, Spielberg arriva oggi a un’incredibile sfida produttiva. Nel 2045, il mondo sta per collassare sull’orlo del caos. Le persone hanno trovato la salvezza in OASIS, un enorme universo virtuale creato dal brillante ed eccentrico James Halliday (Mark Rylance). A seguito della morte di Halliday, la sua immensa fortuna andrà in eredità a colui che per primo troverà un Easter Egg nascosto da qualche parte all’interno di OASIS, dando il via ad una gara che coinvolgerà il mondo intero. Quando un improbabile giovane eroe di nome Wade Watts (Tye Sheridan) deciderà di prendere parte alla gara, verrà coinvolto in una vertiginosa caccia al tesoro in questo fantastico universo fatto di misteri, scoperte sensazionali e pericoli.

Per riuscire nell’impresa di raccontare il mondo virtuale e quello reale e distopico, l’impegno produttivo è stato incredibile, come dover girare I predatori dell’arca perduta e Le avventure di Tin Tin nello stesso film, utilizzando set reali ambientati in un mondo in disfacimento a causa delle guerre e la crisi energetica e un mondo di pixel e magia. Il mondo di OASIS strizza l’occhio a tutte le icone del cinema e della cultura pop degli ultimi quarant’anni, quell’immaginario che Spielberg ha aiutato in maniera determinante a costruire. Da I Goonies a Ritorno al futuro, dai Gremlins a Indiana Jones, da Beetlejuice a Breakfast Club, passando da Rambo 2 e continuando con Batman, Alien, Donkey Kong, Matrix, Freddy Krueger, Luke Nukem e molti altri ancora. Steven Spielberg è passato a Roma per ricevere il David di Donatello alla sua straordinaria carriera, una meravigliosa sequenza di film iconici. Accusato agli inizi di essere troppo commerciale, il regista di Schindler’s List e The Post ha fatto cambiare idea a tutti i suoi detrattori, contribuendo a forgiare la conoscenza collettiva della cultura popolare occidentale. Nessuno come Spielberg riesce a calare lo spettatore dentro gli eventi e le storie che racconta, grazie alla fluidità dei movimenti della macchina da presa e l’occhio sempre vigile nell’elaborare nuovi punti di vista. 

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