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Oggi nelle sale La Prima Notte del Giudizio - Le origini
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Oggi nelle sale La Prima Notte del Giudizio - Le origini

Ogni crimine è concesso nell'America stretta tra crisi economica, morale e soprattutto politica

Quarto capitolo per la saga che rende legale ogni reato - omicidio compreso - per 12 ore all’anno. Dopo La Notte del Giudizio (The Purge, 2013), Anarchia - La Notte del Giudizio del 2014 e La Notte del Giudizio: Election Year del 2016, il 2018 è l’anno del prequel. In La Prima Notte del Giudizio scopriamo come è nata questa “tradizione” americana. In un futuro molto vicino al nostro presente, stretti tra la crisi economica e il devastante tasso di criminalità, negli Stati Uniti d’America prevale un terzo partito, i Nuovi Padri Fondatori, che si ripropone di far tornare i cittadini statunitensi a vivere il grande sogno americano. Ogni ricetta tradizionale per stimolare la ripresa economica è inefficace e il presidente decide di intraprendere un esperimento sociologico sulla base delle teorie della dr.ssa Dr. Updale (interpretata dalla vincitrice dell'Oscar Marisa Tomei): lasciare che la gente possa sfogarsi una notte l’anno commettendo ogni genere di crimine. L’isola di Staten Island è scelta come luogo in cui si svolgerà l’esperimento e il governo paga i cittadini per prendervi parte. Con queste premesse, La Prima Notte del Giudizio è una spietata allegoria del nostro tempo, con riferimenti nemmeno troppo velati a Trump e le sue parole d’ordine - il gadget del film è un cappellino rosso che richiama quello utilizzato dall’attuale presidente americano durante l’ultima campagna elettorale con la scritta “Make The Purge Great Again”, echeggiando chiaramente il suo “Make America Great Again”. Già in Scappa - Get Out, il produttore Jason Blum aveva criticato gli USA attuali e il razzismo che li pervade. Così, per replicare ne La Prima Notte del Giudizio, si è affidato a un cast all black: lo sceneggiatore e regista di tutti i precedenti capitoli, James DeMonaco, ha scritto anche questo prequel che è però diretto da Gerard McMurray, un autore nero come gran parte degli attori e delle attrici. Visivamente, La Prima Notte del Giudizio funziona, e alla grande: mescolando i generi, McMurray ci trascina in una giostra in cui horror, action, home invasion e addirittura il western si inseguono senza sosta anche grazie al montaggio frenetico e un’attenzione ai dettagli più terrificanti (su tutti, le lenti a contatto colorate che aggiungono inquietudine a ogni ombra che si nasconde dietro una finestra); grazie anche alla poliedricità fisica degli attori, tra cui spicca il protagonista superfisicato Dmitri interpretato da Y'lan Noel e la bellissima Nya (Lex Scott Davis): lui boss della mala di Staten Island, lei la sua ex che ha scelto la strada dell’impegno civile per salvare il suo quartiere e, in tempi di #MeToo, eroina moderna che non resta ad aspettare l’eroe che la salvi. Peccato, che tanto talento sia stato messo a disposizione di una sceneggiatura che si perde banalmente nei passaggi cruciali non riuscendo ad andare davvero a fondo di un altruismo o di una spregiudicatezza da bambini. 

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