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Enrico Brignano: «L'evoluzione si è inceppata»

Enrico Brignano: «L'evoluzione si è inceppata»
© LaPresse

Intervista al comico romano all'Auditorium Conciliazione con Evolushow 2.0. lo spettacolo che inquadra la società e l'uso della tecnologia

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venerdì 5 febbraio 2016 14:41

Evoluzione e tecnologia. Domande e riflessioni del comico, attore e conduttore televisivo Enrico Brignano su vizi e virtù della società moderna caratterizzata «dall’abuso di tecnologia», il tutto condito da battute e tante risate. Questa è la versione 2.0. di “Evolushow”, fino al 5 marzo all’Auditorium Conciliazione, naturale prosecuzione del successo dello scorso anno.

Partiamo da Evolushow 2.0, perché questo nome e che spettacolo è?

Parlo delle contraddizioni dell’evoluzione, dei punti in cui il meccanismo si inceppa: andiamo sulla luna ma non siamo capaci di fare una telefonata intera senza dire “Mi senti? Aspetta che mi sposto... qui non c’è campo”; e poi, ovviamente, degli abusi di tecnologia. Oggi siamo obbligati a fare tutto con una mano sola, perché l'altra è perennemente impegnata a tenere il cellulare. 

Con questo spettacolo giochi molto sul tema internet e tutto ciò che ruoto intorno. Ma tu, nella vita di tutti i giorni, che rapporto hai con la tecnologia?

Io sono autonomo nell’utilizzo della tecnologia, ma non multitasking, mi prendo i miei tempi da dedicare alla vita.

Appena pubblicate le tappe del nuovo tour alcune date sono andate subito sold-out. Ti aspettavi tanto affetto da parte della gente?

Abbiamo avuto date sold out in tutta Italia tanto che abbiamo aggiunto altre tappe al tour nelle città dove non abbiamo avuto modo di soddisfare tutte le richieste come Padova, Bergamo, Firenze, Montecatini. Evolushow 2.0 mi sta dando più soddisfazioni del precedente Evolushow quindi è vero che l’Evoluzione e l’aggiornamento del discorso sull’Evoluzione interessa moltissimo i romani.


A Roma sarai in scena per quasi un mese all’Auditorium Conciliazione. Cosa prometti al pubblico della Capitale e cosa ti aspetti tu dai romani?

Che li farò divertire e ragionare come spero accada sempre nei miei spettacoli. Dai romani mi aspetto che non rimangano delusi.

Roma a parte, qual è la città che ti ha dimostrato un affetto che non ti aspettavi?

Devo ringraziare il pubblico di tutta Italia, da Torino a Bolzano, da Firenze a Padova ad Ancona. Un affetto e un’allegria contagiosa durante tutto il tour.                  

In carriera hai avuto la possibilità di girare tanto ed esibirti in tanti posti differenti. Ma se potessi scegliere tu un luogo per un tuo spettacolo quale sceglieresti e perché?

Mi sono esibito al Teatro Romano di Ostia Antica, a Taormina, a Broadway. Preferirei sperare di avere sempre questo tipo di affetto e stima da parte del pubblico più che scegliere un’altra location.

Progetti futuri?

Sto lavorando a un progetto teatrale molto particolare che spero avrà lo stesso successo di Rugantino, ma è presto per parlarne.

Il tuo sogno nel cassetto? 

Per i miei sogni professionali servirebbe un cassettone… e preferisco che passino dal cassettone alla realtà, ma per scaramanzia preferisco non parlarne.

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