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Al Teatro Vascello due giorni con “…E ora passiamo ad altro”

Al Teatro Vascello due giorni con “…E ora passiamo ad altro”

Stasera e domani sul palco romano lo spettacolo di Gabriele Linari con protagonisti i giovani allievi di MaTeMù/CIES

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giovedì 26 maggio 2016 10:44

Al Teatro Vascello oggi e domani sarà in scena “… E ora passiamo ad altro” uno spettacolo scritto e diretto da Gabriele Linari che vedrà protagonisti gli allievi di MaTeMù/CIES, un’Organizzazione Non Governativa (ONG) che ha come scopo sociale la promozione dei valori della solidarietà e della cooperazione, sia nelle sue attività nazionali sia in quelle internazionali.

La straordinaria interpretazione che uscirà dagli attori del Teatro Vascello non sarà che il risultato del profondo lavoro dei numerosi professionisti romani (musicisti e attori) che hanno messo a disposizione tutta la loro esperienza per i ragazzi che hanno deciso di avvicinarsi al mondo della cultura e dell’arte. Lo spettacolo ha un grande spessore professionale e artistico ma anche umano perché coinvolge ragazzi e ragazze di tutte le culture (italiani, immigrati e seconde generazione), l’unico requisito richiesto è la passione per il palcoscenico. L’obiettivo è chiaro: sensibilizzare all’interculturalità e al rispetto delle diversità, dell’integrazione e dell’accoglienza

Sul palco gli attori insceneranno un gruppo di persone in uno status un po’ particolare né vivi né morti e proprio questa loro condizione particolare attira l’attenzione dei media che iniziano a intervistarli, a sovraesporli e a utilizzarli in trasmissioni spesso umilianti, ma tutto non va secondo i loro piani. 

Queste le riflessione del regista Gabriele Linari su alcuni passaggi del suo lavoro: «È uno spettacolo che parla di rispetto e di confini. La storia dei morti che aspettano di "passare" all'aldilà è puro scherzo, rabbiosa provocazione e al tempo stesso, una succulenta occasione per riflettere su complessi aspetti della nostra società. Lo sfruttamento mediatico delle tragedie, la diffusione della paura, la perversione "opinionistica" dell'era 2.0, sono alcuni dei principali obiettivi di questa satira che mette in luce l'incapacità dell'uomo contemporaneo di tener fede al diritto e al rispetto dell'Uomo».

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