Alla Sala Umberto con… Domenico Modugno

Stasera e domani il teatro romano porta in scena Mimì, lo spettacolo di e con Mario Incudine che racconta la storia del cantautore pugliese arrivato al successo fingendosi siciliano
Alla Sala Umberto con… Domenico Modugno
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Era giovane e promettente Domenico Modugno, o meglio Mimì come lo chiamavano nel suo paese, quando conobbe durante le riprese di un film il grande Frank Sinatra. Il divo statunitense si accorse di Modugno, che nel film ricopriva un piccolo ruolo, mentre cantava una ninna nanna pugliese. Proprio in quel momento Sinatra consiglio al giovane pugliese di fingersi siciliano perché diceva “la Sicilia la conoscono tutti, tutti sanno dov’è e poi il dialetto è molto simile al tuo. Fingiti siciliano e conquisterai il mondo”. E così Domenico Mimì Modugno, nato a Polignano a Mare, cominciò a dare voce alle sue canzoni in dialetto. Canzoni che rivivranno stasera e domani sul palco della Sala Umberto con Mimì, lo spettacolo di e con Mario Incudine per la regia di Moni Ovadia e Giuseppe Cutino con i testi di Sabrina Petyx, che annoda tutte le fila della narrazione per dipingere un personaggio unico che ha creato uno stile inimitabile. Da quell’incontro sono nati capolavori come “musciu niuru” (gatto nero), canzone sulla diversità dell’uomo; “lu grillu e la luna” poetica canzone sull’amore impossibile; “Cavaddu cecu di la miniera” e “Sciccareddu ‘mbriacu”, struggente canto il primo, ironico e divertentissimo il secondo, raccontato lo sfruttamento sul lavoro.

Partendo da qui Incudine porta sul palco tutta l’energia del cantautore che ha conquistato il mondo mettendone in evidenza il repertorio, quasi inedito, che ha segnato l’inizio della sua carriera: ovvero quello della canzone d’autore in dialetto. Un’occasione per rivivere i capolavori di Modugno ma anche un’occasione per conoscere il sud da un'altra angolazione.


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