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Lungotevere, una magia
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Lungotevere, una magia

Tra storia e cultura di massa, le tante facce delle sue sponde: cinema, arte e romanticismo

Quasi cento anni. Novantadue per la precisione. Dal 1926 il Lungotevere è entrato nell’urbanistica e soprattutto nell’immaginario della città di Roma, dopo essere stato progettato nel 1876 e aver richiesto cinquant’anni per il suo completamento. Il suo ideatore, l’ingegner Canevari, pensava ai boulevard parigini quando realizzò il progetto. Da allora, oltre a funzioni prettamente urbanistiche – arginare le piene del fiume – il Lungotevere fa parte di tutte le cartoline sulla Capitale. In realtà parliamo dei Lungotevere, perché sono più di uno e separati dai vari ponti costruiti per collegare le due sponde. Sulla riva destra sono 24, 21 sul lato opposto e spesso prendono il nome dai quartieri che il fiume attraversa. Da quando sono stati costruiti, negli anni Venti, i lungotevere hanno sostituito i porti e gli antichi edifici commerciali che garantivano le operazioni fluviali dell’Urbe, costantemente a rischio inondazione e in pericolo di subire danni enormi, ma sono diventati anche lo sfondo – coi loro alti muraglioni e le larghe banchine – delle più romantiche passeggiate tra innamorati e delle più iconiche scene del cinema moderno. Quale miglior sfondo, per le riflessioni di Jep Gambardella ne “La grande bellezza”, se non le sponde del Tevere la mattina presto? Gli stessi scenari sono quelli di un film che già è diventato cult nel cinema italiano, “Lo chiamavano Jeeg Robot”: è proprio nel Tevere che il protagonista acquista i poteri che lo renderanno invincibile. Non solo film italiani: anche James Bond, l’agente segreto più famoso del cinema, ha avuto il suo inseguimentomozzafiato tra ponte Margherita e ponte Pietro Nenni, sfrecciando durante le riprese di “Spectre”. I muraglioni sono anche un’immensa tela per fregi d’autore: tra ponte Sisto e ponte Mazzini nella primavera del 2016 il poliedrico artista sudafricano William Kentridge ha completato il suo progetto “Triumphs and laments” in cui omaggia la storia di Roma. Un disegno lungo 500 metri realizzato attraverso la pulizia selettiva della patina biologica lungo i muraglioni romani, un fregio che racconta (non cronologicamente) la storia della città nei momenti più leggendari come la fondazione della Lupa Capitolina o la breccia di Porta Pia. Camminando lungo l’opera si possono riconoscere sia i personaggi più celebri della storia romana sia gli eventi più bui dal 753 a.C. alla contemporaneità. Il progetto è stato un’opera sia artistica sia di riqualificazione della zona, che inevitabilmente si presenta curata in alcuni punti ma più in dissesto in determinati tratti della sua importante estensione. L’apporto di artisti come Kentridge o di iniziative come quelle dell’associazione internazionale Tevereterno operano per la tutela del Lungotevere e auspicano un’attenzione sempre maggiore a uno dei luoghi più iconici di Roma. Le rive che costeggiano il fiume sono anche, ovviamente, teatro per le serate da passare in compagnia, con tanti locali che sfruttano il magico panorama tiberino. Locali dove cenare all’aperto, ascoltare musica dal vivo o bere un drink soprattutto in periodi come la primavera, quando le belle giornate rendono l’atmosfera ancora più inebriante. Tanti gli eventi che vengono organizzati, soprattutto l’estate. L’Isola del Cinema, sull’Isola Tiberina, è una manifestazione giunta alla ventiquattresima edizione ed è iniziata il 14 giugno; accenderà le serate sul Tevere fino al 2 settembre tra film, letteratura, musicae fotografia. Anche quest’anno è già iniziata la manifestazione “Lungo il Tevere”, che ogni estate trasferisce la movida romana sulle banchine intracittadine con un numero enorme di eventi, celebrazioni, mercatini e personaggi celebri e tanto altro. Iniziata l’8 giugno, andràavanti fino al 2 settembre coinvolgendo tutta la zona tra ponte Sublicio e ponte Garibaldi. La Storia con la s maiuscola e le infinite piccole storie di tutti i romani hanno passeggiato su almeno uno dei tanti Lungotevere che, in meno di un secolo di vita, hanno raccolto e custodito la magia, le contraddizioni, il passato e il presente della città più bella del mondo.

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