Corriere dello Sport

Scopri l’edizione digitale su Tablet e Smartphone

Libreria

Vedi Tutte
Libreria

Quel Mondiale di calcio mai giocato e la storia del Masters di Tennis

Quel Mondiale di calcio mai giocato e la storia del Masters di Tennis

Un romanzo di Fantacalcio, sul Mondiale immaginato (e "giocato") nel 1946. E poi la storia del Masters, il torneo che chiude la stagione tennistica

 Massimo Grilli

venerdì 3 marzo 2017 17:54

Quel Mondiale di calcio mai giocato e la storia del Masters di Tennis
Cosa sarebbe successo se Napoleone avesse vinto a Waterloo, se Hitler non
si fosse dovuto arrendere alle truppe sovietiche, se Kennedy fosse
scampato all’agguato di Dallas, se il gol di Turone nel famoso Juve-Roma
del 1980 fosse stato convalidato? What if? L’Ucronia - o storia
alternativa - è un genere piuttosto diffuso di letteratura fantastica che
si diverte ad immaginare le conseguenze di un fatto, piccolo o grande, andato in modo diverso rispetto a quello reale. In questo senso è un romanzo ucronico anche questo di Enrico Varrecchione,
che ha provato a riempire almeno una parte di quel buco - tra il 1938 e il
1950 - lasciato dalla guerra nell’albo d’oro del campionato mondiale di
calcio. Come già Osvaldo Soriano con il suo Mondiale del ’42 in Patagonia,
così Varrecchione immagina il Mondiale del 1946 negli Stati Uniti,
l’unico Paese in grado di organizzare un torneo simile dopo i disastri
della guerra. Mischiando avvenimenti di fantasia a fatti e personaggi
della realtà, l’autore - che ha evidentemente studiato a lungo il calcio
di quei tempi - si è divertito ad immaginare la fatica di una tale
kermesse, dall’iscrizione delle 16 squadre fino alla convocazione dei vari
nazionali, da un giovanissimo Di Stefano nell'Argentina al blocco del Grande Torino tra
gli azzurri, e poi ha fatto giocare le squadre in un torneo ad
eliminazione diretta dagli ottavi di finale in poi. Non sveliamo il finale
per lasciare la suspense, anticipiamo però il divertimento per una bella
storia dove abbiamo conosciuto anche personaggi poco noti del calcio di
settant’anni fa come la straordinaria figura di Mario Settembrini, alias
Nestore Grosich, alias tante altre cose.
YANKEE ’46, storia di un mondiale mai giocato; di Enrico Varrecchione,
Edizioni La Torretta, 193 pagine, 14,90 euro.

Quel Mondiale di calcio mai giocato e la storia del Masters di Tennis
Il Masters di tennis è dal 1970 l’atto finale della stagione agonistica,
dove scendono in campo i migliori otto giocatori della classifica. Nato su
iniziativa del grande Jack Kramer e torneo regolarmente vituperato dai
puristi per la sua formula - che non prevede nella prima fase
l’eliminazione diretta, ed anzi permette nel girone eliminatorio la
possibilità della sostituzione (orrore!) di un giocatore infortunato con
una riserva - è riuscito nel tempo a costruirsi una solida fama, subito
dietro gli inossidabili quattro Major del Grande Slam. Nel Masters si sono
giocate infatti alcune tra le più belle partite del tennis moderno - una
per tutte, lo splendido Sampras-Becker ad Hannover, chiuso 6-4 al quinto
set per l’americano - e l’albo d’oro presenta ai primi posti solo campioni
con quattro quarti di gloria tennistica. Il vero Maestro è non a caso
Roger Federer - capace di 6 trionfi, anche se l’ultimo porta la data del
2011 - seguito da Lendl, Sampras e Djokovic (5) poi Nastase (4) mentre
manca a sorpresa il nome di Nadal, regolarmente sfavorito dalla superficie
veloce sulla quale ormai si gioca il torneo. Introdotto da una bella
prefazione di Stefano Semeraro, in questo libro l’autore ci racconta -
anno dopo anno - l’evoluzione di questa manifestazione, che all’inizio
sembrava più una esibizione di lusso e che invece è ormai diventato un appuntamento
agonisticamente credibile. Dal successo di Stan Smith a Tokyo nel 1970
(sei atleti in campo, formula del Round Robin) all’ultimo trionfo di Andy
Murray alla 02 Arena di Londra, è anche il romanzo di uno sport che è
cambiato - e molto - nell’ultimo mezzo secolo. Non ci sono, ed è un
peccato, risultati ed albi d’oro, c’è però l’elenco di chi ha giocato il
Masters nel singolare con il proprio record, da cui si evince il risultato
negativo dei nostri azzurri: due partecipazioni, merito di Panatta e
Barazzutti, sei partite giocate e sei sconfitte. E chissà quanto tempo
dovrà ancora passare per ritrovare un italiano tra i primi otto…
IL MASTERS, storia del più atipico torneo di tennis; di Remo Borgatti,
EffepiLibri, 351 pagine, 17 euro.

Articoli correlati

Commenti