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In viaggio con la Juventus e la Mamba Mentality di Kobe Bryant
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In viaggio con la Juventus e la Mamba Mentality di Kobe Bryant

Le avventure di un gruppo di tifosi bianconeri, in giro con la Juventus per l'Italia e l'Europa; e la carriera di Kobe Bryant raccontata con l'aiuto delle immagini scattate dal fotografo ufficiale dei Lakers

Se sei nato in Valtellina, a Tirano (provincia di Sondrio), e la tua squadra del cuore, la Juventus, gioca le partite in casa a trecento chilometri da te, se vuoi seguire dal vivo le peripezie dei bianconeri sai di consegnarti ad una vita (sportiva) perennemente in trasferta. Ma questo fa sicuramente parte anche del divertimento legato alle mille avventure trascorse in autostrada o in aereo che i due autori, Marco Quaroni Pinchetti e Leonardo Tancini («un uomo, una squadra, una passione», così lo definisce Evelina Christillin nella prefazione) sono riusciti a trasmettere in questo volumetto. Più di trent’anni trascorsi a fare da testimoni diretti alle vittorie (tante) e alle sconfitte (poche, e per questo sicuramente più dolorose) della Juventus, vissute e raccontate da Poldo Cinati, protagonista del libro e perfetto alter ego degli autori (per far capire il tipo, ammette serenamente di stare male quando le altre squadre italiane vincono nella coppe europee). Da Como a Lione, da Cagliari a Glasgow, dai gol di Laudrup all’addio di Conte: diciotto tappe in bianconero, ciascuna introdotte dalla riproduzione del biglietto originale, diciotto avventure picaresche e goliardiche, tra incontri con personaggi pittoreschi e storiche bevute all’Oktoberfest di Monaco (per Bayern-Juventus, naturalmente). Un libro sull’amore unilaterale e incondizionato per una maglia, una squadra.
TI SEGUIRO’ OVUNQUE GIOCHERAI, 35 anni di viaggio con la Juventus; di Leonardo Tancini e Marco Quaroni Pinchetti; Ultrasport edizioni, 139 pagine, 14 euro.

E’ un libro che piacerà a tutti gli appassionati di basket, non solo a quelli targati Los Angeles Lakers, una splendida strenna natalizia (ma perché aspettare il 25 dicembre, poi). Un gran libro, anzi un libro grande, arricchito dalle bellissime fotografie di Andrew D. Bernstein, fotografo ufficiale dei Lakers, nel quale Kobe Bryant - uno dei più grandi giocatori di basket di tutti i tempi, un idolo anche dalle nostre parti - prova a spiegare l’essenza della sua “Mamba Mentality”, quell’insieme cioè di passione, abilità innata e incredibile dedizione verso il lavoro, la ricerca del dettaglio, del particolare grazie al quale migliorarsi: caratteristiche che - frullate tutte insieme - hanno contribuito a creare una leggenda della NBA, capace di vincere cinque titoli e due ori olimpici, un atleta le cui maglie viola e oro con il numero 8 o 24 sono ancora tra le più vendute, a due anni dal ritiro. Con l’introduzione di Phil Jackson - il coach del periodo più felice dei Lakers - e la prefazione firmata da Pau Gasol, suo compagno di squadra, Bryant ci accompagna a rivivere i suoi allenamenti, i riti prima delle gare, le fatiche a cui sottoponeva corpo e mente, gli infortuni e gli sforzi per tornare sul parquet, l’impossibilità di concepire la parola “sconfitta”. E soprattutto, le gare, le sfide continue con gli altri campioni del basket moderno, da Michael Jordan - da Kobe studiato nei minimi particolari - a Lebron James. Le caratteristiche tecniche dei grandi, i loro pregi e difetti, il modo con lui li sapeva beffare. Come un serpente velenoso e letale, un Black Mamba appunto.
THE MAMBA MENTALITY, il mio basket; di Kobe Bryant, Rizzoli editore, 208 pagine, 25 euro.

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