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MotoGP: Rossi, Lorenzo, Marquez e il "biscottone" spagnolo

MotoGP: Rossi, Lorenzo, Marquez e il "biscottone" spagnolo
© EFE

A Valencia Jorge Lorenzo campione tra le polemiche, ammette un aiuto da parte dei piloti Honda. Rossi: "Il nostro sport ha fatto una figura bruttissima"

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 Francesco Colla

domenica 8 novembre 2015 16:38

Sono due ex sovrani a completare la “sagrada familia” che sale sul podio del Ricardo Tormo accompagnata dalla Marcha Real: l’ex Re dei rally, Carlos Sainz e l’ex monarca Juan Carlos benedicono Jorge Lorenzo, il nuovo campione della MotoGP, quello uscente, Marc Marquez, e l’eterno secondo Dani Pedrosa. Quest'ultimo oggi ha avuto il grande merito di provare a ravvivare una gara a dir poco soporifera, almeno nelle posizioni di testa.

MotoGP Valencia, la cronaca della gara

Mentre Lorenzo, partito dalla pole dopo il giro perfetto di ieri dava il massimo seguito a rispettosa distanza da Marquez, il Camomillo tornava a farsi avanti e nelle battute finali ha sorpassato il compagno di squadra che, riavutosi dal torpore, ha poi riagguantato il secondo posto. Un Paese in festa, un titolo collettivo, come ha ben sintetizzato il neocampione Lorenzo, rigettando le polemiche ma non negando il collaborazionismo da parte dei connazionali: “Pensavo che avrei corso il rischio di finire terzo e perdere il Mondiale, però alla fine, loro (i piloti Honda Ndr) capendo che mi giocavo moltissimo mi hanno dato un piccolo aiuto, magari in un altro tipo di gara loro potevano rischiare di più e sorpassarmi. Invece sono stati molto bravi perché il titolo rimanesse in Spagna. Loro sono spagnoli come me e sapevano quello che mi giocavo, questo mi ha beneficiato perché magari senza quel piccolo aiuto,  Valentino che ha fatto una grande gara rimontando dall’ultimo al quarto posto, poteva vincere il Campionato. Questo titolo è mio, è nostro, ma anche della Spagna”. 

Dietro di loro, a distanza siderale, Valentino Rossi correva la sua gara, più solo dei proverbiali numeri primi, dopo una delle rimonte più esaltanti e inutili della storia del Motomondiale. Qualcuno s’è fatto da parte, qualcun altro ha provato a resistere: dieci avversari bevuti al primo giro, poi sempre più su, tra il boato delle tribune gialle, fino allo stallo del 4° posto, mantenuto per oltre metà gara. Chissà cosa passava per la testa del pesarese in quella lunga cavalcata solitaria mentre il decimo ditolo sfuggiva tra i cordoli. 

Ma nemmeno un nove volte campione può fare i miracoli. Soprattutto è solo contro più avversari. Mentre i piloti spagnoli salivano sul podio, il Dottore tornava ai box tra due ali di folla festanti, quasi avesse vinto lui, mentre una parte dei suoi tifosi fischiava il vincitore ma ancor più Marquez, la cui figura dopo Sepang ha assunto contorni shakespeariani. Non le manda a dire Rossi e il suo proverbiale sorriso è velato di una comprensibile amarezza: “Mi sono dovuto trovare nella situazione di dover lottare con due piloti invece che uno. Il nostro sport ha fatto una figura bruttissima con tutta la gente che guarda. Non capisco come la Honda possa permettere a un pilota di far vincere una Yamaha, spero che questo atteggiamento gli si rivolti contro e penso che nemmeno Lorenzo sia troppo contento di quanto successo”. Spagna contro Italia, anzi, spagnoli contro l’italiano: “E’ diventato come il cross delle nazioni: mi sembra molto triste che Marquez si riduca a fare il guardaspalle di Lorenzo, che ha meno colpe di Marquez. Penso che Jorge non avrebbe mai fatto lo stesso". 

Rossi non ha dubbi, tutto era già scritto: "Venerdì e sabato quando Marquez diceva che avrebbe fatto di tutto per battere Lorenzo, lì ho avuto la conferma che avrebbero fatto il “biscottone”. È un po’ quello che fanno le squadre di calcio quando alla fine della stagione non devono andare in Serie B. E’ abbastanza triste, una grande occasione sfumata. Secondo me non me lo meritavo, ma ormai…Sinceramente ho ancora l’adrenalina della gara, quindi diciamo che sto abbastanza bene. Magari con il passare delle ore mi dispiacerà di più, però avevo già capito che andava a finire così. Ero sicuro che avrebbero fatto questo. Quando ho capito che sarei dovuto partire ultimo, non potendo giocarmi le mie possibilità con Lorenzo, mi è stato subito chiaro che Marquez gli avrebbe guardato le spalle e così è successo. Me lo aspettavo". Rimpianti? Uno e grande"A Phillip Island: ero più veloce di Lorenzo, dopo 4,5 giri lo avevo già preso, da 18 punti il vantaggio sarebbe cresciuto e probabilmente sarebbe stato chiuso lì. È stato quello il bivio del finale di stagione".

La bagarre mancata in pista arriva nei paddock. Le dichiarazioni di Lorenzo pesano come il piombo e Livio Suppo, team principal Honda, difende Marquez: “Il clima che si è creato non l’abbiamo creato noi. Oggi potenzialmente i nostri piloti erano i migliori alleati di Valentino, ma Lorenzo è stato più forte”. La sensazione collettiva, rossisti o meno, è che il “biscottone” ci si stato. Marquez si schermisce, rigetta ogni accusa: “Per un pilota come me è una mancanza di rispetto quando si insinua che si aiuta un avversario”. Peccato che Lorenzo abbia detto il contrario: almeno su un punto sono in disaccordo.  

 

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