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Veloce come il vento, le interviste a Stefano Accorsi, Matilda De Angelis e Matteo Rovere

Veloce come il vento, le interviste a Stefano Accorsi, Matilda De Angelis e Matteo Rovere
© LaPresse/LaStefano Colarieti

Accorsi: «Guidare la Peugeot 205 T16 è stata un'emozione unica». La De Angelis: «Meno male che avevo preso la patente». Il regista Rovere: «Il mondo delle auto è pazzesco»

 Simone Zizzari

martedì 5 aprile 2016 14:08

ROMA - Con il valore aggiunto di uno Stefano Accorsi a 'velocità massima' perfetto nel ruolo di Loris De Martino, tossico romagnolo confuso e lucido allo stesso tempo, arriva nelle sale il 7 aprile in 300 copie distribuite da 01 'Veloce come il vento' di Matteo Rovere. Un film, ad alto tasso di cavalli motore e famiglia, che racconta con adrenalina 'analogica' (tutte scene girate dal vivo) la passione per il Campionato GT di Giulia De Martino (Matilda De Angelis), una diciassettenne da poco orfana che vive con un fratellino depresso. Sfortuna e fortuna vuole che entra nella vita complicata della ragazza (se non vince il campionato perderà la casa di famiglia con tanto di officina) il redivivo fratello Loris, ex pilota di successo, ma ormai del tutto inaffidabile. Preso come è tra fumate di crac ed eroina in Loris, come accade in tutte le più belle favole, c'è ancora una inaspettata voglia di redenzione. Allenerà così la sorella, a modo suo, e metterà in piedi una specie di famiglia anche più solida di prima.

ACCORSI: «AFFASCINATO DALLA SCRITTURA» - Prodotto da Domenico Procacci per Fandango con Rai Cinema, il film che avrà la sua anteprima mondiale il 4 aprile al Bif&st,è ispirato a una storia vera, quella di Carlo Capone ex pilota di rally italiano degli anni 80, famoso per le sue incredibili imprese e dal temperamento non facile e ora in una clinica psichiatrica. «È raro leggere copioni con una scrittura così bella e precisa - dice Accorsi -. Mescolare poi un 'film di genere' con storie familiari è ancora più raro. Comunque abbiamo sempre cercato la verità in Veloce come il vento per raccontare questi team familiari che hanno il sogno condiviso dei motori. Mi sono dovuto confrontare poi con tantissima adrenalina, e ovviamente con il rapporto con l'eroina. E soprattutto - aggiunge l'attore - ho dovuto rendere quella scintilla di vita che c'è in Loris». E sempre Accorsi sul suo personaggio di tossico nel film di Rovere: «Certo Loris mi ricorda il ruolo, ma da sopravvissuto, che avevo in Radiofreccia (Ivan Benassi, ndr)».

ROVERE: «UN MONDO INCREDIBILE» - Spiega invece il regista de 'Gli sfiorati', Matteo Rovere: «Mi piaceva entrare in mondo con le regole come le corse d'auto. Sono partito dalla storia vera e poi ho immaginato un ricongiungimento familiare, qualcosa che mescolasse la vittoria sportiva e quella umana».

DE ANGELIS: «PER FORTUNA HO PRESO LA PATENTE!» - Infine la brava Matilda De Angelis, già vista nella fiction di Rai Uno 'Tutto Può Succedere' in cui è Ambra figlia maggiore e ribelle di Sara Ferraro (Maya Sansa): «Voglio raccontare un aneddoto. Quando mi hanno proposto il film era lo stesso giorno in cui avevo gli esami della patente. E così è diventato per me fondamentale passare l'esame altrimenti avrei dovuto rinunciare al film». Frase cult di 'Veloce come il vento', adottato da The Space Cinema e da Uci Cinemas per la promozione: «Se hai tutto sotto controllo vuol dire che non vai abbastanza veloce».

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