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Cross, Kiara Fontanesi: il poker (rosa) è servito

Cross, Kiara Fontanesi: il poker (rosa) è servito

A Loket, la pilota parmense è entrata nella storia: prima donna a vincere il mondiale cross per quattro volte consecutive

 

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lunedì 27 luglio 2015 18:18

È stato un weekend di passione, di rabbia, di forza di volontà e condito da quel sapore magico di trionfo che è arrivato prima del via, quando la Kawasaki della Lancelot si è fermata durante il giro di ricognizione. Fuori la francese, a Kiara Fontanesi bastava un piazzamento. Ma il colpo di scena ha mandato per un attimo in tilt la pilota della Yamaha. È partita guardinga ha corso una manche regolare e dal terzo posto, si è portata seconda verso metà gara. Ha amministrato e fatto passare gli interminabili minuti lasciando scatenare la Van de Ven. Alla bandiera a scacchi l’urlo liberatorio.

SITUAZIONE DIFFICILE - Suo il mondiale dopo un sabato di passione dove era finita terza al termine di una bella rimonta. Un episodio difficile da digerire. Si è presentata al massimo in griglia di partenza, poi l’episodio mondiale  dell’uscita di scena della Lancelot. Davanti ancora venti minuti interminabili conclusi con il trionfo al termine di una bellissima stagione ricca di colpi di scena. Un mondiale equilibrato che Kiara ha saputo gestire e soprattutto ha saputo rimontare alla difficile posizione in classifica dopo il Gp d’Inghilterra.

IMPRESA VERA - Ha recuperato ventitre punti e ha conquistato ancora una volta il titolo. Leggendaria la ventiduenne di Parma che ancora una volta scrive il suo nome nell’albo d’oro del cross femminile. Dedizione, velocità, grinta, talento e non avere mai mollato. Queste le caratteristiche di Kiara che urla a squarciagola la sua gioia per il poker mondiale lasciando da parte la tensione accumulata in questi giorni. Straordinaria. Lo champagne subito dopo l’arrivo, l’abbraccio della famiglia, del team e di chi ha condiviso con lei una stagione ricca di colpi di scena. La tensione tramutata in gioia. L’urlo liberatorio. Emozioni difficili da raccontare.

VENTICINQUE MINUTI DI PASSIONE - “Ho il cervello a zero. Ancora non riesco a capire, ma sono contenta – ha detto a caldo - Bello. Bellissimo. Ci credevo in questo mondiale. Sabato ero arrabbiata per la partenza, per serre partita ultima e avere rimontato. Sapevo di essere la più veloce. Così stamattina ho pensato solo a quello. Che la più veloce in pista ero io”. Fuori la Lancelot nel giro di ricognizione. Mondiale quasi cucito. “Mancava però una gara intera. Venticinque minuti di passione. Ho dovuto cambiare gli obiettivi prefissati e studiati a tavolino. Subito è stata dura, non sapevo cosa fare. Poi mi sono sciolta, ma senza mai rischiare”. Il mondiale numero 4. Record. “ Fantastico come ogni mondiale vinto. Me lo meritavo. Sono sempre stata la più veloce in prova. Poi in gara ho avuto qualche episodio sfortunato. Alla fine però ce l’ho fatta. Sono contenta e dedico questo titolo a tutti quelli che mi vogliono bene”.

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