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MV Agusta Turismo Veloce: il segreto nel nome

E’ la prima turistica realizzata dalla MV Agusta: ha le borse laterali larghe quanto il manubrio e capaci di contenere due caschi ma mantiene un’indole sportiva

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dal nostro inviato Federico Porrozzi

lunedì 8 giugno 2015 16:58

Durante la conferenza stampa di lancio della novità più attesa di casa MV Agusta, il presidente Giovanni Castiglioni è intento ad illustrare ai giornalisti tutti i pregi della prima moto turistica in gamma: la presentazione è appena iniziata quando da una sala vicina, scoppia improvviso il pianto di un neonato, probabilmente in attesa della “poppata” serale.

FIOCCO… ROSSO-GRIGIO - L’attimo di imbarazzo è superato da sorrisi comprensivi e si rivela un fuoriprogramma che (manco a dirlo) torna utile alla causa: se vogliamo, infatti, racchiude meglio di qualsiasi altra trovata il concetto di nascita del primo modello turistico firmato da Mv Agusta.

Il primogenito da “viaggio” della Casa italiana è il primo guanto di sfida alle rivali in un segmento mai toccato prima ma che oggi rappresenta la fetta più grande e desiderata del mercato: quella delle crossover, a cui MV guarda con fiducia con l’obiettivo di ritagliarsi uno spazio contenuto ma importante.  

E poi... chissà. Perché i numeri di vendite MV degli ultimi mesi, con dati stabilmente in doppia cifra, stanno dando ragione alla scelta di Castiglioni & co. di puntare sul rinnovamento della piattaforma di moto a 3 cilindri: la Turismo Veloce, oggetto della prova, è il terzultimo modello in programma (altre novità sono previste fino al 2016) mentre dal 2017 si inizierà a pensare alle 4 cilindri.

COM’E’ FATTA – Da sempre MV Agusta punta sulle emozioni a due ruote e sulla costruzione di moto “belle con anima”. Poco importa se a latitare sono il comfort e la facilità di guida: le ultime Rivale, Brutale e Dragster (oltre alle sportive F3 ed F4) sono moto più vicine alla pista che alla strada, seguaci della filosofia corsaiola che da sempre caratterizza il Marchio.

La Turismo Veloce va controcorrente. Almeno all’apparenza.

I primi aspetti che si notano sono l’altezza, il parabrezza regolabile, i paramani con frecce integrate e la classica impostazione da viaggio. Poi, analizzandola più nel dettaglio, si scoprono particolari derivati dai modelli sportivi: come il gruppo ottico anteriore che riprende quello della F4, la semicarena dall’aggressiva ed elegante colorazione bicolore (da decenni marchio di fabbrica dell’azienda, vedi le moto “iridate” di Giacomo Agostini), lo scarico corto con tre terminali quadrangolari e il cerchio posteriore evidenziato dal forcellone monobraccio.

Il serbatoio è piccolo e ben inserito nella silhouette mentre stupisce anche l’ingombro del motore, compatto e privo tra l’altro dei fastidiosi (alla vista) cavi dei circuiti del liquido di raffreddamento e dell’olio, inseriti all’interno e quindi in grado di mantenere pulita l’estetica.

I comandi sul manubrio sono intuitivi e utilizzabili anche in fase di marcia mentre davanti, ben protetta dal parabrezza, la strumentazione vanta uno schermo TFT a colori da 5” completo di tutte le info. Nella visualizzazione standard, a dire il vero, ci sono sembrate troppe per l’estensione del display, per fortuna personalizzabile a seconda del gusto e delle esigenze.

I punti di forza? Il motore tre cilindri dalla gran coppia e le borse laterali capienti e poco ingombranti

VALORE AGGIUNTO - Il vero punto di forza della Turismo Veloce rispetto alle concorrenti, però, nasce dal… codino. L’obiettivo di partenza dei progettisti era realizzare una moto corta, stretta e quindi maneggevole e leggera ma che potesse garantire una grande capacità di carico. Per questo motivo è stato studiato un codone ad hoc, rastremato e sottile, su cui è possibile fissare come optional due borse laterali rigide da 30 litri ognuna e capaci di ospitare due caschi integrali. Ma c’è di più. Un altro obiettivo era contenere gli ingombri e per questo motivo le due borse fissate al codino non superano la larghezza massima del manubrio: risultato? Davanti ad un passaggio stretto, se passa l’anteriore passerà anche il resto della moto, evitando continue ansie o spiacevoli incidenti che solo chi viaggia in moto con bagaglio può conoscere.

Parlando di costi, rispetto agli altri modelli, gli intervalli di manutenzione per questa Turismo Veloce passano da 6.000 a 15.000. Più del doppio. Non male, per il portafoglio.

I colori disponibili sono o rosso/argento o argento/grigio avio per la Turismo Veloce proposta a 16.990 euro e rosso/argento o bianco perla/grigio avio per la Turismo Veloce Lusso. Quest’ultima è in vendita a 17.790 ed ha in più il sensore GPS integrato, il cavalletto centrale e le manopole riscaldate.

COME VA – A rimarcare l’esclusività del Marchio italiano, la location della presentazione non poteva che essere la Costa Azzurra. Più precisamente St.Jean Cap-Ferrat, penisola a est di Nizza da cui siamo partiti per un giro di oltre 220 km sulla famosa Route Napoleon, la spettacolare strada montana ricca di tornanti che l’imperatore percorse di ritorno dall’Elba e prima di Waterloo.

Appena saliti in sella, rimaniamo impressionati dalla compattezza e dalla leggerezza della MV da “viaggio”: 191 chili ben distribuiti la fanno sembrare una moto-piuma maneggevole anche per i piloti… napoleonici. A differenza di altre rivali, stupisce per il feeling che arriva sin dai primi metri e per la sensazione di assoluto controllo.

Il tre cilindri in linea da 798 cc conferma quanto di buono fatto vedere sulle cugine di pari livello in gamma. Anzi, addirittura sorprende se lo si considera “turistico”. E qui sta l’altra chiave importante di questa moto. Da viaggio si, ma senza rinunciare alle emozioni sportive: il valore di coppia massima, infatti, su questo modello è del 20% in più rispetto alle sportive. Questo grazie agli aggiornamenti dei pistoni, delle cammes e degli impianti di aspirazione e scarico.

SULLE GIOSTRE - Il motore sale omogeneo e, curva dopo curva, fa salire anche la voglia di divertimento e l’adrenalina. Ai bassi e ai medi regimi, tira quasi come fosse un bicilindrico mentre in allungo è capace di diventare un “quattro”. E’ comunque ben gestibile attraverso la piattaforma inerziale che, tra l’altro offre 3 mappe diverse: Turismo (erogazione omogenea e potenza da 90 cv), Sport (più smaliziata, 110 cv e oltre 230 km/h di velocità massima) e Rain (limitata a 80 cv per gestire le condizioni di asfalto difficile). C’è anche la custom, personalizzabile in erogazione, limitatore, sensibilità del comando del gas, freno motore, risposta motore e controllo di trazione.

Da segnalare, di serie, la presenza della frizione antisaltellamento e del cruise control, utile in autostrada.

Il telaio in tubi d’acciaio e piastre laterali in alluminio è stato ridisegnato per questa moto e sembra fatto da un artigiano per come calza sulla moto: è rigido ma mantiene la moto compatta e reattiva nei cambi di direzione mentre la tiene incollata a terra nei curvoni veloci. E’ incredibilmente leggera e divertente, questa Turismo Veloce, e più passano i chilometri tra tornanti ed “esse veloci”, più sembra nostra da una vita e non vorremmo mai separarcene. Ottimo il lavoro di forcella e ammortizzatore, che grazie all’elettronica adattano le loro risposte a seconda della scelta di chi guida mentre la frenata è progressiva e decisa, al top della categoria grazie al doppio disco anteriore flottante da 320 mm con pinza radiale e all’ABS di serie.

 

Di difetti, sinceramente, è difficile trovarne. A voler essere pignoli, un frontale con parabrezza che, per loro natura, non garantiscono un’ottimale protezione aerodinamica ai piloti più alti.

A chi è rivolta? Ai possessori di MV stanchi delle naked o delle supersportive “spaccapolsi” e attratti da un'altra filosofia di guida: quella comoda, da vivere anche in due ma senza rinunciare al divertimento e alla sportività tipica delle rosso-grigie di Schiranna.

 

Abbigliamento utilizzato per la prova:
Casco LS2 FF396.3 FT2
Giacca Spidi Net7
Guanti Spidi Sandshield
Pantaloni J&Racing Denim Jeans
Scarpe XPD X-Zero H2Out

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