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Yamaha TMax: passione gare

 

giovedì 29 gennaio 2015 13:16

di Federico Porrozzi

ROMA -
Sarà per l'impostazione motociclistica, per il design aggressivo o per le "pieghe da brivido". Sta di fatto che lo Yamaha TMax, sin dal 2001, ha avuto un grande successo anche in un settore quasi monopolizzato dalla moto: quello delle gare su pista. Negli anni Novanta, i Piaggio Zip, Sfera e Quartz 50 ebbero un grande successo commerciale e furono i primi mezzi automatici a caratterizzare le griglie di partenza dei vari trofei scooter sparsi in giro per l'Italia (tra gli iscritti in quegli anni c'era anche Mauro Sanchini, poi diventato pilota Superbike e oggi commentatore della MotoGp per Sky), ma con l'inizio del nuovo Millennio un'altra tipologia di due ruote automatiche si affacciò nel mondo delle gare, sostituendo i cinquantini: quella dei maxi-scooter. 
POTENZA RACING - Potenti quasi come una moto, dalla manutenzione relativamente facile, agli inizi fecero breccia tra gli appassionati di gare attraverso il Trofeo Maxi Scooter organizzato da un Moto Club umbro (il Racing Terni). Il trofeo era aperto a qualsiasi scooter di grossa cilindrata e nelle prime gare si iscrissero Suzuki Burgman, Gilera Nexus e GP800, Honda Silver Wing. E Yamaha TMax, ovviamente. Lo scooter della Casa di Iwata, però, prese velocemente piede e in poco tempo il Trofeo diventò praticamente un monomarca. I segreti del successo agonistico del TMax sono la facile reperibilità di questo modello sul mercato (in 13 anni, Yamaha ne ha venduti circa 200.000 in tutta Europa, gran parte dei quali in Italia), l'ottima resa in pista data dalla sua impostazione motociclistica e la grande predisposizione alla preparazione "racing" delle sue parti tecniche e meccaniche (numerose aziende si sfidano sul mercato aftermarket a colpi di scarichi, kit motore, trasmissione, forcelle, centraline etc). 
POLINI & MALOSSI - Oggi, per correre in pista con il TMax, ci si può iscrivere al Trofeo Polini Maxi Scooter o al Trofeo Malossi TMax: il primo è aperto a tutti i Marchi (ma è quasi un monopolio Yamaha), si corre su cinque prove e tocca circuiti come il Mugello e Vallelunga, ha il vincolo di utilizzare alcuni prodotti Polini ed è diviso nelle categorie Stock, meno "dispendiosa" e Open. L'iscrizione costa 200 euro e la tassa per ogni singola gara viene 300 euro. Il secondo, invece, è il monomarca storico del panorama scooter italiano. E' riservato interamente ai TMax e a chi acquista materiale Malossi fondamentale per partecipare alle 6 gare dal costo di 200 euro l'una. 
 

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