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Yamaha XJR 1300 El Solitario: chi ha paura del lupo cattivo?

Yamaha XJR 1300 El Solitario: chi ha paura del lupo cattivo?

Il preparatore spagnolo ha realizzato la special “Big Bad Wolf” sulla base della maxi-naked giapponese: ruote in carbonio e quasi 150 cv di potenza

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di Federico Porrozzi

martedì 27 ottobre 2015 17:25

Lui è uno dei customizer più “cool” del momento. Crea delle moto estreme, che il più delle volte dividono gli appassionati delle special ma di certo non si può dire che il suo stile è omologato. 

CHIAMATA UFFICIALE - Ne avevamo già parlato in passato, perché in alcune sue realizzazioni aveva utilizzato la plancia di un aereo e altri materiali recuperati ma adesso è tornato in “pista” con una preparazione speciale: chiamato dalla Yamaha per il progetto Yard Built, si è messo al lavoro su una XJR 1300. Una delle maxi-naked storiche e una delle più accattivanti presenti sul mercato italiano. Prima di El Solitario, l’avevano personalizzata per Yard Built altri tre mostri sacri del mondo special come Wrenchmonkees, itroCkS!bikes e Numbnut Motorcycles.

ANIMALE DA PISTA - L’officina galiziana di grande tendenza ha dato sfogo alla sua conosciuta creatività, realizzando ancora una volta una moto senza compromessi: David Loner Borras e i suoi collaboratori hanno dato vita ad una due ruote ispirata alle gare su pista, una “mangiatrice d’asfalto”. L’hanno chiamata “Big Bad Wolf”, grande lupo cattivo in italiano. Non a caso, il lupo è il simbolo dell’officina.

NESSUN TAGLIO - Il bello è che, a differenza di ciò che fanno molte altre realtà sparse per il mondo, El Solitario ha seguito in pieno le linee guida di Yamaha: nessun taglio e nessuna saldatura sul telaio, in modo da rispettare le “quote” della versione standard. 

SPAVENTATI E INCURIOSITI - “Era la prima volta che ci trovavamo di fronte ad una quattro cilindri – dice Loner – per mesi abbiamo cercato di capire come portarla all’estremo, ci spaventavano molto le sue prestazioni e la tecnologia applicata a questo modello ma alla fine ci siamo fatti prendere dalla curiosità e abbiamo puntato su uno spirito “racing”, affidandoci anche all’esperienza nelle corse e alle competenza di Mauro Abadini di Classic Co. E’ venuta fuori una special tra le più muscolose, potenti e straordinarie viste negli ultimi anni”.

Numerose le parti in carbonio, titanio e alluminio che caratterizzano questa special da sogno

QUANTE MODIFICHE! - Telaio, serbatoio, manubrio e luce posteriore sono le uniche parti non customizzate per questa moto da soli 183 kg di peso. Il motore, ora da 148 cv, è stato oggetto di profonde modifiche: dalla testa dei cilindri alla compressione, passando per le camere di combustione, la bulloneria in titanio delle bielle e l’alimentazione “tornata” a carburatori come nelle versioni del passato.

OPERA D’ARTE - Il codone è in fibra di carbonio, come l'air box, il puntale sottocarena e le ruote. Personalizzate anche le piastre forcella, le pinze freno anteriori a 6 pistoncini e posteriori a 4 pistoncini, e i gruppi completi leve freno e frizione. Artigianali anche l’imponente forcella, gli ammortizzatori posteriori, il forcellone in alluminio e il radiatore semi-circolare, mentre lo scarico è in titanio. Da segnalare anche la presenza del cambio quick shift.
Tra i particolari che saltano all’occhio, anche la grafica e la verniciatura, opere dell'artista londinese Death Spray Custom.

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