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Formula E, a Berlino è trionfo Audi
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Formula E, a Berlino è trionfo Audi

Dominio incontrastato di Audi Sport nella gara di casa. Abt vince esprimendo un ritmo superiore a Di Grassi. Vergne allunga ancora su Bird in campionato, Techeetah a podio dopo un bel confronto spettacolare con Buemi

ROMA - Audi domina nella gara di casa. Daniel Abt non ha avuto avversari nell'ePrix di Berlino, firmando pole, vittoria, giro più veloce e gara condotta dall'inizio alla fine, centrando il successo davanti al compagno di squadra Lucas Di Grassi. 

Partito dalla pole conserva la leadership, il gruppo sfila con Turvey a mantenere un'eccellente seconda piazza, NIO in gran forma sul giro secco, come lo è Dragon Racing che piazza D'Ambrosio quarto, alle spalle di Jean Eric Vergne. Il belga va all'assalto e gira terzo in curva 1. Chi, purtroppo, non gira perché esagera, perde aderenza sul fondo insidioso in cemento dell'aeroporto, è Felix Rosenqvist, pur buon sesto in qualifica, un nulla fuori dalla Superpole. Lo svedese di Mahindra sprofonda in sedicesima piazza e sarà un rincorrere per 45 giri.

Abt impone subito un ritmo che un volenteroso Turvey non può reggere, evidentemente in deficit di prestazione anche rispetto a Vergne e Di Grassi, entrambi in un amen a cacciare dietro D'Ambrosio: siamo al giro 2. Da lì, per Dragon Racing, sarà un lento arretrare.

Tra il giro 5 e il giro 11 Di Grassi lascia intravedere la velocità buona per attaccare Vergne, che deve ragionare in ottica campionato, sempre più vicino. Già, perché Sam Bird e DS Virgin incappano in un week end difficile, appena la decima posizione in qualifica, una gara opaca, che si conclude con la settima posizione, in quello che doveva essere un ePrix da sfruttare per accorciare il distacco in classifica Piloti (e Costruttori). Invece, tanto Vergne quanto Techeetah allargano ancora le distanze e i due titoli sono ormai in tasca.

La gara racconta di un Turvey che non può alzare barricate insormontabili per Audi e Techeetah, né per una Renault e.dams che torna in lotta per le posizioni più in vista. Giro 11, al tornante Buemi infila l'interno della Techeetah numero 25 e virtualmente agguanta la quarta posizione.

Lo spettacolo arriva dalle posizioni secondarie, da Vergne che fa a sportellate in curva 1 con Buemi e porta il musetto davanti quanto basta per girare quarto, con un Turvey in crisi con l'energia residua, appena il 4% contro una media dei primi 5 tra il 9 e 10%.

Quasi sembra rimettersi tutto in discussione al giro 23, quando iniziano i pit-stop per il cambio macchina. Complice una sosta molto più lenta, i circa 4” di vantaggio che Daniel Abt aveva costruito su Lucas Di Grassi si riducono a 1” appena. Il brasiliano pitta in 29” contro i 33” impiegati da Abt, uguale rapporto tra Buemi e Vergne, con il francese di Renault che salta di nuovo davanti a Techeetah.

Vince sulla performance pura, dicevamo, Abt. La dimostrazione: il confronto nella seconda metà di gara, fatto sul susseguirsi di giri veloci, inizia con la miglior prestazione in gara: 1'12”409. Sotto la bandiera, 22 giri dopo il pit, dal secondo e poco più di margine, Abt chiuderà con 6”7 di vantaggio su Di Grassi.

La resistenza NIO, con Turvey sempre in zona podio, vede l'inglese cedere terreno alla coppia Buemi-Vergne alle spalle. Un giro particolarmente lento ai meno 12 dalla bandiera compatta il terzetto e nella stessa tornata si concretizza il sorpasso di Buemi e Vergne. Detto di un Sam Bird che resta alle spalle di un buon Mitch Evans, partito nono e arrivato sesto, miglior Jaguar al traguardo, le battute conclusive dell'ePrix raccontano dell'attacco decisivo di Vergne su Buemi, che vale il podio, al giro 34: prende l'interno con le maniere forti e al tornante di curva 6 materializza il sorpasso che vuol dire due punti in più sul rivale di campionato e DS Virgin.

Pirotecnici i due giri finali, con Piquet arrembante e in rimonta a gettare alle ortiche il punto della decima posizione: nel tentativo di passare Lopez, nono, va lunghissimo in curva 1 e arretra 12°. Due curve dopo non va meglio a Lopez, un errore prima del tunnel lo priva di una certa zona punti, che va, quindi, a Engel, Lotterer (partito ultimo e con 10” di penalità per non aver potuto scontare le 10 posizioni di arretramento comminate dopo l'incidente a Parigi) e Heidfeld.

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