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Mondiale Rally, De Tommaso: “Corro senza allenarmi”

Mondiale Rally, De Tommaso: “Corro senza allenarmi”

Il portacolori dell’ACI Team Italia è insieme ad Andolfi una delle belle promesse del rally italiano. “Mi preparo con la mente, perché girare costa troppo e non me lo posso permettere”

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di Pasquale Di Santillo

giovedì 28 gennaio 2016 14:29

Il talento segue a volte strani percorsi, un po’ come quelli della vita. Ma se ce l’hai, il talento, non te lo puo? togliere nessuno. Neanche le minime possibilita? personali di poterlo alimentare. E allora fai e dai il massimo con quello che ti viene messo a disposizione e quando ne hai facolta?.
Ecco, quello che stupisce della storia di Damiano De Tommaso, varesino, classe 1996, 20 anni il 5 febbraio, l’altro pilota sul quale l’ACI Team Italia ha deciso di investire, e? proprio questa immersione totale nell’universo rally. Dove il totale non sta in una vita de- dicata anima e corpo alle corse, alla macchina, insomma al risultato. Ma appunto alla vita, quella che conduce in famiglia - e? figlio unico - che viene prima di qualsiasi cosa. Anche se il rally, come ammette lo stesso Damiano ... «e? l’unica passione della mia esistenza».
Facciamo ordine: come Andolfi, De Tommaso ha diciamo una partenza naturale. Nel senso che anche suo padre, Cosimo, ha corso a lungo nei rally durante gli anni ‘90. Per cui anche in questo caso, il DNA e l’esempio hanno la loro incidenza nelle scel-te di Damiano. Ma questo e? l’unico punto di contatto reale con il collega-rivale. «Ho cominciato su qualcosa a motore a 8 anni, sui kart - racconta - ma gia? pensavo ai rally e ci sono arrivato dieci anni dopo dopo un passaggio importante con le Corse in montagna. Ma aspettavo solo i rally: a dire la verita? mi sono iscritto al primo davvero importante ancora prima di avere la patente. Il venerdi? feci l’esame di pratica e poi andai subito a correre».
Da qui iniziano le differenze con Andolfi, perche? De Tommaso non si puo? allenare per le gare! «Sia chiaro, non e? che non volio allenarmi. La realta? e? che subito dopo il diploma di perito meccanico ho iniziato a lavorare nell’officina di mio padre e da lunedi? al venerdi? lavoro con lui. Altro spazio e tempo non ne ho. Senza dimenticare che allenarsi ha un costo molto molto alto che non ci possiamo permettere di sostenere. Un motivo in piu? per ringraziare l’ACI Team Italia per avermi voluto nel suo gruppo consentendomi di partecipare al Mondiale e Pirelli per il grande supporto».

Va bene, ma come si prepara per le corse? 
«Sfruttando ogni possibilita? che si presenta: durante le ricognizioni, direttamente in gara. Alla fine l’allenamento reale e? quello mentale di preparazione alla gara. Certo, cosi? e? molto piu? difficile ma ormai mi sono abituato e il team mi aiuta in ogni modo per cercare di colmare questo gap di partenza».

Il suo idolo nei rally, padre a parte? 
«Sicuramente mi sono ispirato a Didier Auriol: mi ha sempre impressionato la sua storia, la capacita? di dare lezioni ai finlandesi sui loro percorsi ghiacciati. Pero? e? indubbio che in Italia il migliore sia stato Miki Biasion».

Qual e? per lei il miglior risultato che ha ottenuto in questi anni?
«Da una parte il primo posto di categoria al Rally di San Marino 2014, ma mi ha dato piu? soddisfazione il secondo posto in Catalogna».

Secondo Damiano, dove puo? arrivare De Tommaso?
«E’ difficile da dire: io punto a crescere sempre, a migliorare gara dopo gara, cercando di dare e fare il massimo, Nel 2016 ad esempio punto a fare un altro passo avanti, ad accumulare esperienza».

Ma quanto si sente limitato nelle sue potenzialita? dal fatto di potersi allenare poco o niente?
«Non la vivo cosi?, non deve essere un alibi. A detta di tutti e a giudicare dai risultati le potenzialita? ci sono. Devo solo continuare a lavorare, a sacrificarmi come ha fatto e fa mio padre per mettermi nelle condizioni di lottare per questo sogno. Se sono arrivato qui con queste difficolta? significa che il margine c’e?: ora dipende solo da me convincere sponsor ad investire sul mio stesso progetto».

Com’e? il rapporto con gli altri ragazzi dell’ACI Team Italia? 
«Ottimo, viviamo le stesse esperienze, abbiamo gli stessi progetti, sono tutti bravissimi. La rivalita? alla fine non e? con loro ma con me stesso».

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