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Mr. Le Mans: "Il meteo deciderà il vincitore della 24 Ore"

Mr. Le Mans: "Il meteo deciderà il vincitore della 24 Ore"

Il 9 volte vincitore della 24 Ore di Le Mans, Tom Kritensen, prevede lotta all'ultimo sangue tra Porsche e Toyota. E il meteo potrebbe far pendere la bilancia

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 Francesco Colla

venerdì 16 giugno 2017 13:35

LE MANS. Per decenni c’è stato un solo Mr. Le Mans: Jacky Ickx. Che con le sue sei vittorie ha colmato di gloria una carriera avara di trionfi in Formula 1. Poi è arrivato lui, il simpatico danese dagli occhi di ghiaccio, capace di tagliare nove volte per primo il traguardo della 24 Ore. Di cui sei consecutivamente, dal 2000 al 2005, gli anni dei successi italiani sulla Sarthe. E Tom Kristensen con i piloti italiani ha un ottimo feeling: la prima vittoria, nel ’97, fu assieme all’indimenticato Michele Alboreto su Porsche. Poi il passaggio in Audi e il tris con Emanuele Pirro, seguito dalla doppietta con Rinaldo “Dindo” Capello, con cui avrebbe replicato nel 2008. L’ultima vittoria nel 2013, sempre con Audi, nell’era dei pro totipi ibridi. Ora, alla soglia dei 50 anni, per Mr. Le Mans è arrivata la meritata pensione. Si fa per dire. Perché per uno come lui è impossibile star lontano da Le Mans e domani alle 15 sarà in cabina di commento, in qualità di ospite d’onore di Eurosport, che trasmette la gara in diretta esclusiva a partire da sabato alle 15.00. Ad affiancarlo il compagno di mille battaglie, nonché grande amico Dindo. Perché quando condividi l’abitacolo di una vettura da 1000 cavalli, si crea per forza di cose un legame difficile da spezzare.

LA SCELTA. «Ma non saprei dire chi sia stato il mio compagno di squadra preferito - dice Tom al telefono prima di partire per Le Mans -. Sarebbe come chiedermi chi è il preferito tra i miei figli. Con alcuni sono stato più vicino rispetto ad altri ma la cosa veramente importante è il rispetto, non tanto l’amicizia». E a proposito di, ma quando Tom annunciò il ritiro, Loic Duval terzo moschettiere nell’ultima impresa, gli inviò una lettera aperta dove scriveva «Mi sento come un orfano ». Malinconici ricordi a parte è tempo di guardare avanti. Tom si gode il suo ruolo di commentatore senza rimpianti. «E’ bello perché comprendo quello che provano i piloti. E ora me la godo di più perché non sento la pressione. Sono molto felice e molto più rilassato ». La sua Audi ha abbandonato il Mondiale Endurance e con esso la 24 Ore. A lottare per la vittoria nella categoria Lmp1 saranno nuovamente Porsche e Toyota, coi giapponesi pronti a sguainare le spade per riscattare la cocente sconfitta del 2016 e autori quest'anno di una pole position da record«Difficile dire chi vincerà quest’anno - prosegue Tom -, prevedo una lotta molto ravvicinata. Toyota ha vinto le prime due gare della stagione , Porsche l’ultima edizione. Il meteo instabile potrebbe favorire Toyota, ma il tempo stabile potrebbe favorire Porsche, che è avvantaggiata sotto il punto di vista della meccanica e dell’aerodinamica». Lotta senza quartiere nei prototipi, così come in GTEPro, dove Ford vuole confermare il dominio, facendo i conti con Aston Martin, Ferrari e Porsche. «Anche qui sarà una grande sfida: Ford è il team campione in carica, Ferrari vuole tornare a vincere, Aston Martin è molto competitiva e la nuova Porsche è sorprendente ».

ASPETTANDO FERNANDO. La 24 Ore di Le Mans da sempre richiama campioni altre categorie, in cerca di gloria e del Grande Slam. Ultimo in ordine di tempo l’ex ferrarista Rubens Barrichello. Ma c’è un altro big che da anni è atteso sulla Sarthe, Fernando Alonso, reduce da una positiva quanto sfortunata avventura alla Indy 500. «Spero che venga a correre a Le Mans, è un pilota eccezionale, sarebbe fantastico per il campionato». Infine un confronto impossibile con l’altro Mr. Le Mans, Jacky Ickx, regolarmente in pista e già avvistato nell'hospitality Porsche in compagnia di Patrick Dempsey. «Era un pilota fantastico, molto cattivo in macchina, ma è anche un vero gentleman. Nel 2005 era il direttore di gara, era la prima volta che gli parlavo. Dopo avermi visto battere il suo record mi disse “Ho bevuto una coppa di champagne alla tua salute, sono orgoglioso di te”. Questo la dice lunga su di lui»

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