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Nuova Renault Zoe, il “filo di Arianna” non serve

Nuova Renault Zoe, il “filo di Arianna” non serve

La Casa francese ha organizzato un evento al Labirinto del Masone per dimostrare che con la nuova Zoe elettrica (400 km di autonomia) non ha bisogno di “cavi” per uscire dall’intreccio urbano

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di Federico Porrozzi

giovedì 25 maggio 2017 11:57

Renault Zoe come Teseo, il re di Atene capace di uscire dal labirinto del Minotauro. A differenza del personaggio mitologico greco, però, l’elettrica compatta della Casa francese non ha bisogno del “filo di Arianna”, ovvero il cavo collegato dalle colonnine, per districarsi ed uscire dal labirinto metropolitano. 

NUOVA BATTERIA - Proprio in un labirinto, quello emiliano del Masone (sette ettari e 200.000 bambù a Fontanellato) fatto costruire nel 2015 da Franco Maria Ricci, Renault ha deciso di presentare la nuova versione della Zoe, “l’elettrica” di casa capace adesso di 400 km di autonomia dichiarata (300 effettiva). Come è stato possibile? Grazie all’aggiunta di cobalto e nichel nelle 192 celle della nuova batteria Z.E., resa possibile grazie ad una più attenta ottimizzazione degli spazi interni. La capacità è passata così da 22 a 41 kWh, senza aumento degli ingombri e con un peso del mezzo di soli 22 kg in più rispetto alla versione precedente.

NUOVO MOTORE - C’è anche un nuovo propulsore: si chiama R90 ed è capace di una coppia massima di 225 Nm. A differenza del vecchio motore Q90 (adatto anche per le postazioni di ricarica da 42 kW), il nuovo supporta anche quelle da 22 kW, che consentono di ricaricare fino a 120 km di autonomia in soli 30 minuti. A garantire il “rifornimento” c’è Caméléon: come suggerito dal nome, è capace di riconoscere da solo il tipo di sistema di collegamento, monofase o trifase che sia.

TRE VERSIONI - Tutte possono essere equipaggiate con My Z.E. Connect e Inter@ctive (servizi che, via smartphone o computer, consentono di controllare lo stato delle batterie e di gestire le ricariche), le tre versioni della nuova Zoe si chiamano Life, Intens e Bose. La prima è equipaggiata con Caméléon, con il sistema R-Link dotato di navigatore e con i principali sistemi di sicurezza. Sulla lussuosa Bose in Grigio Ittrio, invece, ci sono anche i sedili in pelle riscaldabili, i cerchi in lega diamantati e il sistema audio al top di gamma con 7 altoparlanti. In aggiunta a queste c’è anche la Van, con due posti e un vano di carico da 1.000 litri. 
La nuova Zoe è in vendita da 33.250 euro (25.250 con l’opzione di acquisto con batteria a noleggio). Le versioni precedenti, con pacco batteria da 22 kWh e motorizzazioni “vecchie”, saranno comunque ancora disponibili in listino.  

ULTIMI IN EUROPA - L’elettrico, nel 2017, avrebbe tutte le carte in regola per imporsi: zero emissioni, nessun rumore, bassi costi di “rifornimento” manutenzione e assicurazione, libero accesso alla ZTL e parcheggi gratuiti sulle strisce blu. In Europa, nel 2016, il segmento è cresciuto arrivando allo 0.6% del parco macchine totale (con picchi del 12,6% in Norvegia e di più dell’1% in Francia e Austria) e il trend positivo ha continuato a salire anche nei primi tre mesi del 2017. L’Italia? Ultima, con lo 0,1%.

POCHE COLONNINE - Per fare l’esempio di Renault (che ha una gamma elettrica completa tra la “sbarazzina” Twizy, la city car Zoe e i due commerciali Kangoo e Master), in Europa circolano circa 120.000 suoi mezzi elettrici, di cui 70.000 sono solo Zoe. 
Da noi le elettriche Renault sono solo 4.800. Di cui 3.000 Twizy e 1.000 Zoe. Perché? Gli utenti hanno ancora dubbi su un eventuale acquisto “green” a causa della scarsa autonomia e della limitata copertura della rete di colonnine utili per la ricarica. Se la prima motivazione è ormai superata (i 400 km della nuova Zoe ne sono un esempio), la seconda è purtroppo ancora valida. E, dati alla mano non è l’unica.

ZERO INCENTIVI - Il confronto tra l’Italia e gli altri Paesi europei è imbarazzante: in Norvegia (5 milioni di abitanti) sono state installate 7.500 colonnine e lo Stato incentiva l’acquisto delle elettriche con l’esenzione dell’IVA del 25%.  La Francia può contare su 15.000 colonnine e fino a 10.000 euro di incentivi per il “passaggio” all’elettrico mentre in Germania esistono 11.000 colonnine e si possono utilizzare 4.000 euro di incentivi.
In Italia (60 milioni di abitanti) sono disponibili solo 2.800 colonnine e zero incentivi per l’acquisto di un modello elettrico. 
Un recente accordo tra Enel e la Società Autostrade prevede l’installazione di 180 colonnine di ricarica nelle stazioni di servizio posizionate lungo le grandi “arterie” a pagamento: una ogni 40 km, dal nord al sud Italia. Sarebbe già un timido segnale di interesse, se non fosse che il completamento dell’opera è previsto per il 2019. C’è ancora tanta strada da fare…

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