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Fiaschetti (Mazda): «Che orgoglio l’accordo con Toyota»

Dietro le quinte dell’intesa. Le due Case si scambieranno le rispettive tecnologie: motori ibridi da Toyota per Mazda, propulsori SkyActive da Mazda per Toyota

 

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 Pasquale Di Santillo

lunedì 1 giugno 2015 13:57

ROMA - E’ passato quasi sotto silenzio, solo qualche articolo in ordine molto sparso, un comunicato tra i tanti che parlava di un’alleanza tutta giapponese, in realtà molto più significativo dell’apparenza. La joint venture Toyota-Mazda ufficializzata lo scorso 13 maggio è infatti qualcosa di più di una semplice partnership tra due costruttori di automobili, molto distanti come dimensioni e scelte. Intanto, è il riconoscimento delle scelte tecnologiche - opposte - fatte da Nagoya e Hiroshima (sede delle due Case) e della qualità delle stesse. Ma se i risultati di quella ibrida di Toyota era decisamente acclarata, nota e consolidata, con il trionfo in tutto il mondo della sua gamma dotata del doppio motore termico ed elettrico, era tutto meno scontato per quel riguarda Mazda. Che invece ha stupito e convinto il primo costruttore di auto al mondo proprio per la qualità della sua nuova gamma di motori aspirati, rigorosamente a benzina (fatta eccezione dell’ultimo 1.5 diesel) che grazie alla tecnologia SkyActive ha consumi ed emissioni molto vicini agli ibridi dei cugini Toyota.

E chissà per quanto questa intesa sarebbe passata inosservata se la notizia non fosse stata ufficializzata da Nikkei, la Borsa di Tokyo. «Senza quell’annuncio - spiega Andrea Fiaschetti a.d. di Mazda Italia - avremmo continuato a lavorare in silenzio. Perchè in effetti la partnership è avviata e attiva già da tempo. In Giappone la Mazda3 ha una versione ibrida con i motori Toyota e noi produciamo motori aspirati anche per Toyota nello stabilimento in Messico».

 

Colpisce, in particolare, la prospettiva dell’intesa. «L’accordo tra Mazda e Toyota guarda lontano, al futuro, al decennio 2020-2030, quando la scelta tra diversi tipi di alimentazione sarà ancora più netta. L’elettrificazione non è ancora riuscita ad imporsi a causa del problema delle infrastrutture di ricarica che non garantisce certezze sull’autonomia dei veicoli. La soluzione ibrida funziona molto meglio ma ha lasciato ancora grandi spazi di mercato alle alimentazioni tradizionali. Nel frattempo proprio grazie alla tecnologia SkyActive gli ingegneri di Mazda sono riusciti a ridurre da 105 g/100 km a 79 g/100 km le emissioni dei nostri motori a benzina e del 18% quelle dei propulsori a gasolio. Valori che non hanno niente a che invidiare a quelli delle vetture ibride di ultima generazione. (Toyota Yaris e Toyota Auris, entrambe Hybrid, arrivano rispettivamente a 82 g/100 km e di 91 g/km... ndr).  Il segreto? Sicuramente l’utilizzo di acciai speciali, resistenti e leggeri, tipici del distretto di Hiroshima, che permettono un consistente risparmio di peso».


Insomma, un’osmosi di tecnologie che sembra poter regalare vantaggi, sinergie e abbattimento dei costi ad entrambe e che favoriranno lo scambio di motorizzazioni. Così in futuro vedremo tanti modelli Mazda ibridi e qualche Toyota in più con motori termici. A questo punto viene spontaneo chiedersi se l’alleanza si fermerà alla tecnologia oppure se è prevedibile un ingresso di Toyota nell’azionariato di Mazda. «Sinceramente non penso e al momento non mi risulta ci siano programmi in merito, nè tantomeno trattative. Per noi di Mazda è grande motivo di orgoglio che uno dei maggiori costruttori del mondo apprezzi la nostra tecnologia e trovi magari più conveniente siglare un accordo con la più piccola Mazda che investire tempo e capitali per disporre di quella tecnologia per i motori termici che prima o poi le sarebbe indispensabile per continuare ad essere presente con successo su alcuni mercati importanti». La morale, è sempre la stessa: l’unione fa la forza (e il risparmio), di tutti.

 

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