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La scomparsa di Andrea Fiaschetti, tradito dal cuore

La scomparsa di Andrea Fiaschetti, tradito dal cuore

Mazda Motor Italia e tutto l’automotive piangono la scomparsa dell’a.d. romano ieri mattina a causa di un infarto 

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dal nostro inviato Pasquale di Santillo

lunedì 16 maggio 2016 14:39

BARCELLONA - L'SMS è arrivato a tradimento, a bordo di uno di quei suoi gioielli che amava tanto e che avrebbe descritto con l’abituale passione, anche trasgressiva, che lo faceva essere “diverso”, originale, sicuramente controcorrente, rispetto a tutti gli altri iuomini dell’automotive. Andrea Fiaschetti se n’è andato a 47 anni (era nato l’11 dicembre 1968), velocemente come ha vissuto e come viveva la professione, l’esistenza, a causa di un infarto che lo ha colto al risveglio. Inutile la corsa della moglie Barbara dalla casa all’ospedale, dove probabilmente Andrea è arrivato già senza vita. Una coincidenza amara della vita: Andrea ci aveva invitati a Barcellona, dove avrebbe dovuto raggiungerci per provare insieme e parlare della nuova motorizzazione della Mazda3, SkyActive-D 1.5. Per una volta, lui sempre in giro per l’Italia e il mondo, con qualche ora a disposizione, voleva portare le sue due figlie a scuola. Ma il destino glielo ha impedito nella maniera più brutale, mentre noi guidando la Mazda3 e aspettavamo di incontrarlo.
 
Romano, laureato in Economia a La Sapienza, Fiaschetti era entrato in Mazda nel 2001 dopo esperienze in Honda e Ducati. Da zone manager a Direttore vendite e marketing, fino al ruolo di a.d. di Mazda Motor Italia, assunto nel marzo del 2013. Con lui Mazda stava raccogliendo risultati eccezionali di vendite: ad aprile +95%, nel primo quadrimestre 2016 +99%, a dimostrazione del gran lavoro portato avanti da lui e dal suo staff.  Andrea aveva poche ma profonde passioni: la famiglia, le auto e soprattutto la Roma, la squadra dell’infanzia e del cuore con la quale aveva un legame viscerale. Non si perdeva una partita, ovunque fosse era sempre collegato in qualche maniera. Per anni ha seguito la squadra in trasferta e anche nell’ultimo periodo non andava alle partite per sedersi comodamente in tribuna, come avrebbe potuto tranquillamente fare. Ma andava direttamente in Curva, dove poteva liberare, orgoglioso, tutto il suo essere tifoso. Famiglia, Mazda e Roma, tutto e sempre una questione di cuore. E forse, proprio a quel cuore generoso Andrea aveva chiesto troppo. Ora che riposi in pace.

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