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Un maiale tira immondizia dalla Fiat 500, è polemica con il Belgio

Un maiale tira immondizia dalla Fiat 500, è polemica con il Belgio

Nell’ultima campagna pubblicitaria lanciata dal governo della Vallonia è raffigurata una Fiat 500 con un maiale alla guida che getta un sacco dell’immondizia

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di Alessandro Vai

lunedì 25 luglio 2016 12:48

ROMA – Italiani maiali e sporcaccioni, non dal punto di vista sessuale ma da quello del rispetto per l’ambiente e per il pubblico decoro. È questo il messaggio che si deduce facilmente osservando il cartellone dell’ultima campagna pubblicitaria lanciata dal governo della Vallonia – il Belgio francofono – per contrastare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti sulle strade. Nel poster è raffigurata un’auto con un maiale alla guida che sporgendosi lievemente dal finestrino getta un sacco dell’immondizia. Il problema è che l’automobile in questione è una Fiat 500 degli anni Sessanta. Come dire, più palese di così si muore.

Così, un membro belga del Fiat 500 Club Italia ha fatto partire la segnalazione, provocando l’ira dei “cinquecentisti” di ogni parte del mondo. Ma i soci del club italiano – ben 21.000 – hanno fatto di più, confezionando il testo di una e-mail e indicando gli indirizzi dei membri del governo belga a cui spedirli «Spett.le Sofico, Ministri della Wallonie, Vivacitè, La vostra campagna pubblicitaria in corso sulle autostrade belghe sorprende e lascia sbigottiti: l'abbinamento di un maiale alla Fiat 500 storica offende la sensibilità degli oltre quattrocentomila suoi possessori in tutto il mondo, e come tale mi sento profondamente offeso anche io».

Mentre si attende una risposta dal Belgio, in Italia è partita un’interrogazione parlamentare al Ministro degli Affari esteri, promossa dall’onorevole Franco Vazio, vicepresidente della commissione Giustizia della Camera «L’accostamento creato in Vallonia, intacca l’onorabilità del marchio Fiat e colpisce al cuore il Fiat 500 Club e la sensibilità di migliaia di collezionisti d’auto d’epoca in tutto il mondo. Attendiamo la risposta del ministro per capire quali iniziative intenda assumere».

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