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Dexcar, arrestati i fondatori della società di noleggio low cost

Dexcar, arrestati i fondatori della società di noleggio low cost

I due sono stati denunciati a piede libero dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Biella, insieme a tre manager e un promotore finanziario

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di Alessandro Vai

mercoledì 15 giugno 2016 16:19

ROMA - Anche a distanza di quasi 100 anni, qualcuno continua a provarci. La truffa è quella dello “schema Ponzi”, la piramide multilivello – inventata negli anni Dieci da un immigrato italiano negli States – che permette forti guadagni alle prime persone che aderiscono, rivelandosi poi un fallimento per tutti gli altri. Noto anche come “catena di Sant’Antonio”, è vietato dalla legge 173/2005. Ciononostante, qualche “furbo” ogni tanto tira fuori questo meccanismo. Gli ultimi, proprio nel settore automotive, sono stati Marco e Fabio Gai, i due fratelli di Asti fondatori della Dexcar, che sono stati denunciati a piede libero dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Biella, insieme a tre manager e un promotore finanziario.

Contemporaneamente è stato oscurato il sito della Dexcar, registrato in svizzera con dominio .ch e collegato alla società omonima con sede in Germania. La promessa della Dexcar era quella di fornire un’auto a noleggio per 2 anni a fronte di una cifra molto bassa rispetto a quelle medie del mercato e, inoltre, inclusiva di assicurazione e manutenzione. Una proposta talmente allettante da essere sospetta, ma comunque sottoscritta da circa 23.000 persone, che hanno versato più di 10 milioni di euro. Ma ora la truffa è finita, grazie all’inchiesta della Finanza che si è infiltrata in una delle riunioni dove gli associati discutevano di come ricevere nuove adesioni.

L’offerta prevedeva il versamento di una quota una tantum di 390 euro, poi diventati 547, per avere in cambio una vettura a noleggio per 24 mesi. Chi entrava nel sistema occupava la prima di otto caselle all’interno di uno schema composto da più tabelle. Per avere effettivamente l’auto bisognava aspettare che si “riempissero” tre tabelle (quindi altre 23 persone da convincere), oppure due pagando 1.950 euro. Per velocizzare i tempi, inoltre, il neo-iscritto poteva anche diventare promotore. Secondo Dexcar, per avere l’auto servivano 24 mesi, alla fine dei quali, in caso di mancato raggiungimento, la quota veniva restituita dopo la sottrazione di 120 euro di spese.

Secondo la Guardia di Finanza, dunque, si tratta di una truffa con schema Ponzi, ma gli avvocati che rappresentano la Dexcar sostengono invece il contrario, definendo l’attività come multi-level marketing ed esprimendo la volontà di onorare i contratti siglati. A oggi, in ogni caso, sono state consegnate solo 84 automobili e gli inquirenti dovranno fare chiarezza. 

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