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Dieselgate, Volkswagen non risarcirà i clienti italiani

Dieselgate, Volkswagen non risarcirà i clienti italiani

L'Unione Nazionale Consumatori chiedeva un bonus come supervalutazione dell'usato per l'acquisto di un altro veicolo nuovo con un finanziamento agevolate

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 A.V.

giovedì 20 ottobre 2016 15:54

Negli Stati Uniti Volkswagen spenderà fino a 10 miliardi di dollari per ricomprare tutte le vetture motorizzate col 2.0 TDI dotato del defeat device dai proprietari che lo richiederanno; in Europa e in particolare in Italia, invece, non ci sarà nessun intervento di questo tipo. Nello scorso mese di settembre, l'Unione Nazionale Consumatori aveva inviato una lettera all'ad di Volkswagen Group Italia, Massimo Nordio, chiedendo un incontro per illustrare una proposta transattiva: un bonus come supervalutazione dell'usato per l'acquisto di un altro veicolo nuovo presso una concessionaria ufficiale, con condizioni di finanziamento agevolate.

La risposta di Nordio è stata negativa «Riteniamo che, considerata sia la situazione di fatto che di diritto, non sussistano i presupposti per riconoscere richieste risarcitorie in relazione all'acquisto di tali veicoli. Gli autoveicoli interessati sono infatti tecnicamente sicuri e possono circolare senza alcuna limitazione e, contrariamente da quanto da voi affermato, non sussiste alcuna svalutazione dell'usato correlata alla problematica inerente le immissioni di NOx, come comprovato anche dagli studi di settore svolti ad oggi e attestanti che gli autoveicoli del Gruppo Volkswagen hanno registrato livelli di perdita di valore addirittura inferiori alla media».

Nordio ha poi ricordato le «iniziative volte ad alleviare ogni possibile disagio della clientela, quali il ritiro e la riconsegna a costo zero degli autoveicoli» in occasioni degli interventi ed «il rimborso delle spese di trasporto sostenute in taxi o altro mezzo pubblico per recarsi in officina». In conclusione: «riteniamo che non vi siano i presupposti per accettare la vostra proposta». Questa, invece, è stata la risposta della UNC «Noi non volevamo nessun indennizzo, ma un semplice gesto di attenzione verso i consumatori che hanno scelto i prodotti della casa automobilistica sulla base della loro reputazione di qualità. Oltretutto la nostra proposta non avrebbe gravato sul bilancio di Volkswagen Italia».

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