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Ford presenta il primo 3 cilindri a cilindrata variabile 

Ford presenta il primo 3 cilindri a cilindrata variabile 

Dal 2018 il 3 cilindri EcoBoost 1.0 sarà disponibile anche in versione "cylinder on demand"

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 Francesco Colla

martedì 13 dicembre 2016 11:18

ROMA - I motori modulari, ossia i propulsori in cui in determinate condizioni si disattivano alcuni cilindri per ottimizzare i consumi, non sono una novità. Ma normalmente è una tecnologia che viene applicata su motori a 6, 8 o 10 cilindri (vedi anche la nuova Audi R8 che abbiamo provato recentemente): ora Ford annuncia l’applicazione della cilindrata variabile anche sul suo ben noto EcoBoost 1.0. Una notizia non da poco: si tratta infatti della prima applicazione al mondo di tecnologie di disattivazione dei cilindri su un motore a 3 cilindri.

L’applicazione, disponibile nel 2018, sarà in grado di disattivare/riattivare la combustione in 1 dei 3 cilindri in soli 14 millisecondi, 20 volte più velocemente di un battito di ciglia, consentendo di ridurre le emissioni di CO2 e incrementare l’efficienza del 6%. Lo sviluppo è stato portato avanti nell’ambito della ricerca sulle tecnologie di propulsione ad alta efficienza, che interessa motori sia a combustione che elettrificati. 

La Casa dell’Ovale Blu promette di incrementare l’efficienza lasciando inalterate prestazioni e comfort, rendendo impercettibile la disattivazione del cilindro: la tecnologia Ford è in grado di ridurre i consumi interrompendo l’afflusso di benzina e il movimento delle valvole, ed entra in azione solo nelle condizioni di guida in cui non è richiesto un immediato incremento di potenza come le andature a velocità di crociera e le accelerazioni graduali. 

Quando il motore opera a regimi inferiori ai 4.500 giri, durante i quali le valvole eseguono circa 40 cicli di apertura e chiusura al secondo, il sistema apre la valvola di un condotto attraverso il quale l’olio motore in pressione attiva un bilanciere che disconnette il meccanismo delle valvole del cilindro n.1 dall’albero a camme. L’intervento viene regolato da un complesso software algoritmico che analizza velocità, posizione dell’acceleratore e carico sul motore per determinare con precisione i momenti in cui procedere alla disattivazione e alla riattivazione del cilindro. Un nuovo design a singolo blocco per l’albero a camme, simile a quello implementato per il motore diesel Ford EcoBlue, consente di ricavare lo spazio necessario ai componenti elettromeccanici del sistema.

“Ford ha spostato ancora in avanti i limiti dell’ingegneria dei motori continuando a produrre innovazione con il celebrato EcoBoost 1.0, e dimostrando che anche i migliori propulsori a combustione interna possono, grazie alla tecnologia, esprimere un ulteriore potenziale in termini di efficienza”, ha dichiarato Bob Fascetti, Vice Presidente Ingegneria Motori, Ford Europa.

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