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Marchionne tra i dubbi Dino e il Dna Ferrari da preservare

Marchionne tra i dubbi Dino e il Dna Ferrari da preservare

Il presidente Ferrari non esclude il ritorno della Dino mentre su un eventuale Suv: "Otterremo i risultati economici ma senza distruggere il marchio e il suo Dna

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 Francesco Colla

venerdì 26 maggio 2017 12:30

ROMA - L’origine delle Ferrari Dino deriva dalla triste sorte toccata al primogenito di Enzo, Alfredo detto Dino, scomparso nel ‘56. Il cui soprannome battezzò una serie di sportive sei cilindri di grande successo tra anni ’60 e ’70. E da tempo si parla di un possibile ritorno  di una piccola sportiva su cui gravitano tante incognite ma anche una certezza. Il progetto non è stato accantonato.

INDECISIONE DINO - Lo ha confermato lo stesso Sergio Marchionne, presidente della Ferrari, durante l’inaugurazione delle mostro Under the Skin e Rosso Infinito a Maranello. "E’ un discorso un po’ delicato -  ha detto il manager - la discussione è fatta di tentennamenti ogni 90 giorni. Nessuna decisione è presa. Avevamo promesso che l'avremmo guardata, non so se la facciamo, c'è molto da fare". 

DNA DA PRESERVARE - Altro punto di discussione travagliato è l’eventuale primo Suv del Cavallino. Se ne parla da anni, tra tentazioni e ripetute smentite. E mentre i competitor di Lamborghini si apprestano a lanciare l’Urus, Marchionne dice al proposito di uno sport utility Ferrari: "Credo che la cosa importante sia raggiungere i risultati economici che ci prefissiamo. Noi li otterremo ma senza distruggere il marchio e il suo Dna. C'è una grandissima storia qua dentro: bisogna farla evolvere, non violentarla".

2017 RECORD- Di certo c’è che il 2017 sarà per Ferrari un altro anno da record. Il 26 maggio 2016 il titolo era quotato a Piazza Affari a 37,57 euro, oggi sfiora i 76 euro. Merito delle vendite, in continuo aumento con 2350 unità vendute nel primo trimestre 2017, ma anche dei risultati sportivi, valore imprescindibile per un marchio diventato leggenda grazie alle vittorie.  

 

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