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FCA promossa ma a rischio multa: cambiano i vertici Alfa e Maserati

FCA promossa ma a rischio multa: cambiano i vertici Alfa e Maserati

Proposta di accordo con il Dipartimento di Giustizia Usa per le presunte violazioni sulle emissioni Diesel, ma Standard & Poor's alza il rating.

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 Pasquale Di Santillo

lunedì 5 febbraio 2018 20:26

Un mezzo schiaffo e una piacevole carezza. Prima la proposta di accordo sulle presunte violazioni delle emissioni diesel da parte del Dipartimento di Giustizia americano, poi la promozione dell’agenzia di rating Standard & Poor's che ha alzato il rating di FCA da BB a BB+ con outlook positivo. C’è grande fermento nel Gruppo italoamericano, e se la lettera dello scorso 27 gennaio è stato il primo passo per un accordo tra le istituzioni americane e l'azienda guidata da Sergio Marchionne, la carezza dei solitamente arcigni colletti bianchi che governano la bontà o meno dell’economia mondiale, sembra proprio arrivare al momento giusto.

DIESEL. Per Bloomberg FCA dovrà apportare miglioramenti ai processi di controllo interni sul fronte delle norme ambientali, aggiornando i motori V6 3.0 diesel montati su 104.000 veicoli (prodotti tra il 2014 e il 2016, per lo più Jeep Grand Cherokee e Ram 1500). Ma questo non sarà sufficiente, sempre secondo Bloomberg ad evitare una “sanzione civile” (per la violazione del Clean Act) ancora da definire .Nella lettera del Dipartimento di Giustizia si parla di sanzioni civili tali da prevenire in futuro altre violazioni e che "possano riflettere adeguatamente la serieta' della condotta che ha portato a queste violazioni". Questo tralasciando gli sviluppi possibili sull’indagine penale su tutta la vicenda dei software. Secondo Barclays, Evercore e Mediobanca potrebbe aggirarsi tra 460 milioni e il miliardo di dollari.

RATING. Le notizie poco gradevoli sono state comunque stemperate dalla promozione di Standard & Poor’s, convinta, evidentemente che l'azienda stia facendo buoni progressi nella riduzione dell'indebitamento, grazie anche a margini più solidi e a una positiva generazione di cassa. S&P spiega di aver migliorato la valutazione del profilo di rischio finanziario di FCA da “significativo” a “intermedio”, aggiungendo di attendersi un ulteriore miglioramento nel corso del 2018 e del 2019 al punto da prevedere una nuova promozione se i margini ebitda di FCA crescessero sopra il 10%, se il flusso di cassa operativo post investimenti sul debito fosse sopra il 25%, e se il “fund from operation” sul debito fosse sopra il 60%. Ma la vicenda delle emissioni diesel dovrà essere risolta, eventualmente, prima di un nuovo upgrade del rating. Il rischio sanzione non è stato preso in considerazione da S&P come la potenziale cessione della componentistica o di altri business.

Se la multa del Dipartimento di Giustizia Usa fosse superiore ai 2 miliardi di dollari, spiega anche S&P, l'outlook sul rating assegnato alla società verrebbe ridotto a stabile, come se ci fosse un deterioramento dei margini ebitda sotto l'8% o del cash flow a causa di una situazione più debole del previsto nel mercato auto Usa.

CRESCITA. «Questo è un anno importante per FCA. Lavoreremo per raggiungere gli obiettivi del nostro piano industriale quinquennale e allo stesso tempo per creare le basi di una crescita stabile e duratura». Lo afferma l’a.d. di FCA , Sergio Marchionne, nella nota in cui si annunciano le nuove nomine nel gruppo che hanno visto Tim Kuniskis assumere la guida di Alfa Romeo e Maserati a livello globale, in sostituzione di Reid Bigland che continuerà a ricoprire i ruoli di responsabile delle vendite in Usa e di presidente e CEO di FCA in Canada. Kuniskis è in FCA da 26 anni, dove ha ricoperto varie posizioni in ambito commerciale e di marketing e relative ai brand Dodge e Fiat negli Stati Uniti: finora era responsabile de marchi Chrysler, Dodge, Fiat e Srt che verranno presi in consegna da Steve Beahm, responsabile Maserati Nord America. Bigland e Kuniskis continueranno a far parte del Group Executive Council (Gec), il più elevato organo di management di FCA, guidato dallo stesso Marchionne. «Tim potrà dedicarsi esclusivamente al capitolo successivo dei due storici brand Alfa Romeo e Maserati. In Nord America, dove l'implementazione del nostro piano industriale volto a riallineare la produzione verso i suv e i pickup è ormai in fase avanzata, Reid potrà focalizzarsi sulla crescita delle vendite negli Stati Uniti e in Canada».

Oggi (lunedì) intanto seduta negativa per Fca in Piazza Affari, dove non ha reagito al rialzo del rating: il titolo del gruppo automobilistico ha chiuso in ribasso del 3,6% a 18,11 euro. Sulla stessa linea anche Cnh, mentre Exor ha perso il 3,2% e Ferrari il 2,3%.

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